Rieti, la guerra lontana e la corsa al pieno: code alle pompe per paura dei rincari
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Redazione Economia
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Non c'è ancora una reale carenza di carburante, e gli stessi distributori, almeno per ora, non segnalano problematiche legate all'approvvigionamento, ma a Rieti l'effetto psicologico del conflitto in Medio Oriente ha già innescato dinamiche da sabato sera. Da alcune ore, in diverse stazioni di servizio del reatino, in particolare quelle che offrono prezzi al litro leggermente più concorrenziali rispetto alla media locale, si registrano code e un afflusso insolito di automobilisti intenzionati a fare il pieno. Un comportamento dettato dalla paura di aumenti imminenti, una piccola psicosi collettiva che, seppur circoscritta, testimonia la tensione che si respira tra i cittadini di fronte alle notizie che arrivano dal fronte iraniano e alla conseguente impennata delle quotazioni petrolifere. L'attacco in Iran e le successive tensioni nello Stretto di Hormuz, punto nevralgico per il transito del greggio, hanno infatti provocato un'impennata del prezzo del petrolio, e l'onda lunga di questo shock energetico ha cominciato a riversarsi anche sui listini italiani, con rincari che, sebbene per ora contenuti sulla rete ordinaria, fanno presagire un autunno caldo per le tasche degli automobilisti.
L'autostrada come termometro della crisi: picchi di 2,5 euro per il diesel
Se a Rieti la psicosi si manifesta con la coda ai distributori più economici, sulla rete autostradale italiana la crisi è già una realtà certificata dai numeri. Il monitoraggio effettuato dal Codacons, basato sui dati pubblicati dall'Osservatorio carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dipinge uno scenario da allarme rosso: in alcuni tratti autostradali, il prezzo del gasolio in modalità servito ha già superato abbondantemente la soglia psicologica dei 2,5 euro al litro. È il caso, ad esempio, della A21 Torino-Piacenza, dove si toccano i 2,519 euro, mentre sulla A4 Milano-Brescia il diesel si attesta a 2,464 euro, con la benzina che viaggia stabilmente oltre i 2,3 euro. In ben otto impianti dislocati su arterie come la A1 Milano-Napoli, la A12 o la A14, il costo del gasolio al servito è di 2,449 euro. Questi picchi, pur non rappresentando la media nazionale, sono indicativi di una tensione inflazionistica che non si vedeva da tempo e che, come spesso accade, colpisce più duramente chi è costretto a viaggiare per lavoro o chi non ha alternative alla rete autostradale.
L'allarme degli autotrasportatori e le accuse di speculazione
Il settore che per primo lancia l'allarme è ovviamente quello dell'autotrasporto, per il quale il gasolio rappresenta una voce di costo che può incidere fino al 35% del bilancio di un'impresa. Le associazioni di categoria, come Cna Fita e Conftrasporto, parlano di un aggravio insostenibile, stimando un aumento medio di 2.400 euro annui per ogni tir, una cifra che potrebbe lievitare fino a 13.000 euro aggiuntivi qualora il conflitto dovesse prolungarsi nel tempo. A fronte di questa situazione, si levano voci critiche, come quelle di Adoc e Assoutenti, che denunciano un meccanismo speculativo da parte delle compagnie petrolifere: l'Italia, come confermato dal ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, dispone delle scorte di carburante più alte d'Europa, stoccaggi che dovrebbero tecnicamente ammortizzare le oscillazioni del mercato e impedire rincari fulminei come quelli registrati negli ultimi giorni. Secondo le associazioni dei consumatori, l'aumento immediato alla pompa non trova giustificazione nei costi della materia prima, acquistata e raffinata mesi addietro a prezzi inferiori, configurando un adeguamento speculativo che il Codacons definisce "un andamento ancor più pericoloso per le tasche degli italiani" in vista dell'esodo pasquale.
La reazione del governo e le riunioni della Commissione di allerta rapida
Di fronte alla rapidità dei rincari e alle pressioni delle categorie, il governo ha cercato di correre ai ripari, annunciando un potenziamento del monitoraggio. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato per venerdì 6 marzo due riunioni della Commissione di allerta rapida sui prezzi, l'organismo presieduto da "Mister Prezzi" Benedetto Mineo. La prima riunione sarà dedicata all'analisi dell'andamento dei mercati energetici, con un focus specifico su prodotti petroliferi e carburanti; la seconda, invece, valuterà le possibili ricadute sull'inflazione generale, in particolare sul carrello della spesa e sul settore agroalimentare, entrambi fortemente dipendenti dai costi della logistica. Il Garante per la sorveglianza dei prezzi ha già chiesto chiarimenti alle principali compagnie petrolifere sulle recenti variazioni, trasmettendo i primi esiti del monitoraggio alla Guardia di Finanza. Nel frattempo, mentre le istituzioni cercano di fare chiarezza, a Rieti come nel resto d'Italia, l'unica certezza per gli automobilisti è il brivido che sale guardando il display della pompa mentre i numeri dell'erogatore scorrono inesorabilmente più veloci del solito.




