Ratcliffe alla guida dei negoziati su Kiev, la Casa Bianca smentisce il FT. Zelensky: “Vedrò Trump a fine settembre”
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
La Casa Bianca e la Cia hanno smentito l’articolo del Financial Times secondo cui il direttore dei servizi di intelligence John Ratcliffe si prepara a prendere la guida dei negoziati per mettere fine alla guerra in Ucraina, affiancando o sostituendo i mediatori Steve Witkoff e Jared Kushner.
La smentita ufficiale non ha però spento le voci su un possibile rimpasto della squadra negoziale americana, alimentate da indiscrezioni provenienti da funzionari statunitensi che avrebbero informato i colleghi europei di un ruolo più rilevante del capo della Cia nella diplomazia navetta tra Mosca e Kiev.
Il ruolo di Ratcliffe e le tensioni con Witkoff
Secondo quanto riportato da fonti vicine al dossier, i rappresentanti di Ratcliffe avrebbero comunicato ai partner europei che il direttore della Cia manterrà i contatti con gli apparati di intelligence di entrambi i Paesi. La possibile riorganizzazione dell’équipe negoziale era stata presa in considerazione dopo il fallimento degli sforzi diplomatici di fine febbraio, quando l’attenzione dell’amministrazione Trump si era spostata sul conflitto con l’Iran.
Due fonti hanno riferito dell’esistenza di una lotta per la divisione dei poteri tra Ratcliffe e Witkoff, con quest’ultimo che dovrebbe comunque mantenere un ruolo di inviato speciale per il Medio Oriente.
La missione di Witkoff e Kushner tra Mosca e Kiev
Il quadro diplomatico si era mosso concretamente nella prima settimana di settembre, quando gli inviati Witkoff e Kushner avevano compiuto una missione di 48 ore che li aveva portati prima a Mosca e poi a Kiev. Nella capitale russa i due avevano incontrato il presidente Vladimir Putin, a cui avevano presentato una proposta di pace i cui contenuti non sono stati resi pubblici. A Kiev, invece, erano stati ricevuti da Zelensky, che aveva definito l’incontro costruttivo e aveva ribadito la necessità di una “pace dignitosa” con garanzie di sicurezza per il suo Paese.
La telefonata Putin-Trump e le condizioni di Mosca
Poco dopo la missione degli inviati, il presidente americano Donald Trump ha avuto una conversazione telefonica di circa un’ora con il suo omologo russo. Stando al consigliere Ushakov, il colloquio è stato “costruttivo e molto franco”: Putin ha ribadito che la Russia non ha piani aggressivi contro l’Europa, sostenendo che la cosiddetta “minaccia russa” viene usata dall’Ue come pretesto per giustificare l’aumento delle spese militari e i sussidi a Kiev.
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha poi precisato che Mosca si aspetta la ripresa dei negoziati trilaterali “nel prossimo futuro”, pur escludendo l’elaborazione a breve di una roadmap per la soluzione del conflitto. Le condizioni russe restano però immutate, come confermato dallo stesso Peskov, e includono richieste territoriali che Kiev considera inaccettabili.
L’incontro di New York e le prospettive dei negoziati
Sul fronte ucraino, Zelensky ha annunciato l’intenzione di incontrare Trump a New York a fine settembre, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il portavoce del ministero degli Esteri ucraino, Heorhiy Tykhyi, ha confermato l’esistenza di un accordo preliminare per un incontro personale entro la fine del mese. Il presidente ucraino ha però precisato che non si aspetta negoziati diretti con Mosca prima della conclusione delle elezioni parlamentari russe, lasciando intendere che i tempi della diplomazia restano legati alle scadenze interne della Federazione Russa.
Nel frattempo, sul terreno, gli attacchi aerei reciproci sono proseguiti senza sosta, con raid russi su infrastrutture civili e ucraine che hanno colpito obiettivi in territorio russo.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
