Fisco, studio Izi: i benefici del taglio Irpef andranno ai redditi medio-alti
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Redazione Economia
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Secondo un’analisi condotta da Izi, società specializzata in valutazioni economiche e politiche, soltanto un contribuente su quattro sarebbe il reale beneficiario della riforma fiscale che il governo intende inserire nella prossima legge di Bilancio. L’operazione, il cui costo per l’Erario è stimato in 4,5 miliardi di euro, avvantaggerebbe in modo particolare i percettori di redditi medio-alti, delineando un intervento che, sebbene di ampia portata, risulterebbe tutt’altro che universale nei suoi effetti.
L’intenzione di rivedere le aliquote Irpef, annunciata dalla premier Giorgia Meloni, punta a incidere direttamente su stipendi e pensioni, con un’accelerazione attesa nei lavori per la manovra tra ottobre e dicembre. Le ipotesi al vaglio per il 2026 prefigurano un potenziale cambiamento degli scaglioni, un intervento che potrebbe rivelarsi spartiacque per il sistema tributario italiano, sebbene i dettagli operativi rimangano ancora in fase di definizione.
Oltre alla revisione degli scaglioni, la legge di Bilancio del 2026 potrebbe portare con sé significative novità in materia di deduzioni e detrazioni. Tra queste, un eventuale innalzamento del tetto per la previdenza complementare – attualmente fissato a poco più di 5.100 euro – e l’introduzione di una nuova detrazione fiscale legata all’acquisto dei libri di testo scolastici, misure che andrebbero ad affiancare la riduzione delle aliquote.




