Pietrasanta, scritta minatoria "Spara a Giorgia" sul lungomare: indagini verso una ragazzata

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una scritta minatoria, che incitava alla violenza contro il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e si firmava con la sigla “Br”, è comparsa domenica sul muro di recinzione di una struttura alberghiera sul lungomare di Marina di Pietrasanta, in Toscana. L’episodio, prontamente segnalato dalla presidente del gruppo Fratelli d’Italia alla Camera, ha immediatamente sollevato un’ondata di sdegno e di solidarietà verso il premier e la sua forza politica, espressa senza riserve da Lega, Forza Italia e Noi Moderati nonché da diversi ministri, mentre più lungo e imbarazzato è apparso il silenzio iniziale del Partito Democratico, di Alleanza Verdi e Sinistra e del Movimento Cinque Stelle.

La rimozione e la condanna del sindaco

“Già nel pomeriggio di domenica la scritta era scomparsa, rimossa grazie all’intervento degli addetti comunali”, ha dichiarato il sindaco di Pietrasanta, Alberto Stefano Giovannetti, il quale, pur sottolineando la rapidità dell’intervento, ha voluto comunque interpretare l’accaduto come un segnale inquietante. Secondo il primo cittadino, l’episodio rappresenterebbe infatti una testimonianza concreta di quel clima di rabbia e intolleranza che, a suo dire, il cosiddetto campo largo starebbe alimentando nel paese, clima che troverebbe sfogo in “espressioni macabre”, del tutto estranee al confronto politico costituzionalmente garantito.

La svolta delle indagini

Tuttavia, la gravità della minaccia, che evocava esplicitamente il terrorismo delle Brigate Rosse, sembra destinata a sgonfiarsi rapidamente sotto il peso delle evidenze investigative. Il rinvenimento di altre scritte, definite farneticanti, nelle immediate vicinanze di quella diretta contro Meloni sta infatti indirizzando le indagini verso una pista diversa e ben più ordinaria. Gli inquirenti stanno valutando l’ipotesi che possa trattarsi di una banale ragazzata, opera di mitomani o di semplici vandali, piuttosto che dell’azione premeditata di un gruppo eversivo organizzato, sebbene le indagini procedano per accertare ogni responsabilità.

Un caso che si smorza

Di conseguenza, l’allarme politico che era scattato in seguito alla scoperta del messaggio intimidatorio si sta progressivamente attenuando, mentre resta la condanna unanime per un gesto che, al di là delle intenzioni e dell’identità dei suoi autori, ha comunque violato il perimetro di un dibattito civile. L’episodio di Pietrasanta, per quanto probabilmente riconducibile a dinamiche lontane dalla lotta armata, rimane a testimoniare la fragilità di un linguaggio pubblico che, in certi frangenti, può ancora scivolare verso toni pericolosamente vicini all’istigazione alla violenza, un fatto che le forze politiche di ogni schieramento sono chiamate a vigilare con estrema attenzione.

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