Caro carburanti, gasolio record in autostrada. Governo verso proroga delle accise
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Redazione Economia
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Il prezzo dei carburanti continua la sua corsa senza sosta e raggiunge nuovi picchi storici, con il gasolio che sulle autostrade italiane ha ormai sfondato la soglia psicologica dei 2,3 euro al litro. Alla vigilia dell'ennesimo Consiglio dei ministri chiamato a decidere interventi contro il rincaro alla pompa, i dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) certificano una salita che dura da settimane e che assume i contorni di un assedio per automobilisti e famiglie.
Secondo l'Osservatorio sui prezzi dei carburanti, oggi mercoledì 16 settembre 2026 il prezzo medio in modalità self service sulla rete stradale nazionale è pari a 2,132 euro al litro per la benzina e a 2,246 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale i valori medi salgono rispettivamente a 2,222 euro al litro per la verde e a 2,326 euro al litro per il diesel. Il gasolio tocca così nuovi record, superando i livelli raggiunti nella giornata di ieri, quando le medie erano di 2,231 euro sulla rete ordinaria e 2,313 in autostrada.
Sui rincari è arrivato puntuale l'allarme delle associazioni dei consumatori. Il Codacons calcola che dal 15 agosto scorso un pieno di gasolio o di benzina in autostrada costa circa 7 euro in più. «L'escalation dei listini alla pompa rischia di provocare un effetto tsunami sulle famiglie per i costi diretti legati ai rifornimenti e indiretti connessi a prezzi e tariffe in una moltitudine di settori», mette in guardia la sigla, che tuttavia boccia «interventi selettivi e bonus legati al reddito che aiuterebbero solo una minima parte delle famiglie».
Sul tavolo del governo resta aperta l'ipotesi di una nuova proroga del taglio delle accise sul gasolio, in scadenza il 17 settembre. L'intervento attualmente in vigore comporta un taglio di 14 centesimi al litro di accisa che, considerando anche l'Iva, produce uno sconto alla pompa di circa 17 centesimi. Le misure selettive annunciate dalla premier Giorgia Meloni, basate su bonus legati al reddito, non sarebbero ancora pronte e richiedono coperture finanziarie non ancora definite. La proroga di sette giorni decisa la scorsa settimana è costata circa 86 milioni di euro.
La questione non riguarda più soltanto l'Italia. Giorgia Meloni, dopo il confronto con il presidente del Consiglio europeo António Costa, ha indicato la necessità di affrontare il tema anche a livello comunitario. Il dossier energia è ormai stabilmente legato a quello della competitività dell'Unione.
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