Intossicazione di massa dopo il convegno di Turi: indagini dell'Asl Bari
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Redazione Salute
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Un convegno aziendale organizzato in una struttura ricettiva di Turi, in provincia di Bari, si è trasformato in un caso di presunta intossicazione alimentare collettiva. L'evento, tenutosi venerdì 11 settembre, ha riunito oltre trecento partecipanti, per la maggior parte manager e professionisti di una multinazionale del settore energetico, giunti in Puglia da tutta Italia e da diversi Paesi europei. Nei giorni successivi, decine di invitati hanno accusato sintomi gastrointestinali tali da richiedere l'intervento dei sanitari e, in alcuni casi, il ricovero in ospedale.
Uno dei quadri clinici, secondo quanto emerso nelle prime ore, sarebbe evoluto in setticemia.
Il Dipartimento di prevenzione dell'Asl Bari, allertato non appena sono emerse le prime segnalazioni, ha avviato gli accertamenti per risalire alle cause dei malori. Gli specialisti stanno raccogliendo informazioni utili e analizzando gli elementi disponibili per stabilire se vi sia un collegamento con gli alimenti consumati durante la convention. La struttura ospitante aveva predisposto sia le pause caffè sia la cena sociale di chiusura, preparate da una sala ricevimento della zona.
Le autorità sanitarie stanno cercando di ricostruire tutti i passaggi legati allo svolgimento dell'evento, dalle modalità di organizzazione fino ai possibili fattori comuni tra i partecipanti che hanno accusato i disturbi. Al momento, l'Asl Bari ha confermato che gli approfondimenti non sono ancora conclusi e che sarà necessario completare le verifiche prima di poter individuare con certezza la causa dei malori.
La presenza di persone provenienti da più nazioni europee rende più articolata la raccolta delle informazioni. Molti invitati, infatti, avevano già lasciato la Puglia prima della comparsa dei primi segnali, e questo complica il lavoro degli operatori sanitari, impegnati a confrontare i diversi casi per individuare eventuali elementi condivisi. I disturbi segnalati includono dolori addominali, nausea, episodi di diarrea e febbre.
Il numero complessivo delle persone interessate dall'episodio non è ancora stato definito con precisione, anche perché le segnalazioni continuano ad affluire da strutture sanitarie dislocate in regioni diverse. L'obiettivo principale delle indagini è stabilire l'origine dell'episodio attraverso l'identificazione della possibile causa e la ricostruzione delle circostanze che hanno preceduto la comparsa dei sintomi.
Quando un servizio di prevenzione riceve una segnalazione di sospetta tossinfezione alimentare, come in questo caso, attiva una inchiesta epidemiologica che prevede l'intervista delle persone coinvolte e la prescrizione di eventuali accertamenti di laboratorio. L'obiettivo è individuare l'alimento o gli alimenti responsabili dell'evento ed eventuali ulteriori persone coinvolte. In una fase successiva vengono attivati i servizi competenti per il controllo sui luoghi di preparazione, commercializzazione e somministrazione degli alimenti.
Nella maggior parte dei casi i disturbi si risolvono spontaneamente, ma i rischi per la salute possono diventare seri quando il numero delle persone coinvolte è molto alto. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti figurano la salmonellosi e l'infezione da escherichia coli, patologie che si contraggono attraverso il consumo di cibi o liquidi contaminati e che possono richiedere, nei casi più complessi, un trattamento antibiotico o il ricovero.
Non è la prima volta che la zona di Turi finisce al centro di vicende legate a sospette intossicazioni alimentari in occasione di eventi collettivi. Nel maggio del 2012, i carabinieri del Nas di Bari sequestrarono sessanta chilogrammi di generi alimentari scaduti in una masseria-sala ricevimento tra le campagne di Conversano e Turi. Il blitz era scattato dopo che alcuni invitati a una festa erano stati colti da malori e disturbi gastrointestinali, tanto da dover ricorrere alle cure dei medici dell'ospedale.
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