«Amo ci servono i palloncini»: il gas esilarante e le escort nel dopopartita dei calciatori di Serie A
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Redazione Interno
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«Amo ci servono i palloncini». Una frase, captata dagli inquirenti, che suona quasi come una normale richiesta tra amici prima di una serata, se non fosse che quei “palloncini” – nella lingua gergale della movida milanese – contengono protossido di azoto, meglio noto come gas esilarante. L’indagine della procura di Milano, che nelle ultime ore ha portato agli arresti domiciliari per quattro persone e a un sequestro preventivo di oltre 1,2 milioni di euro, ha messo in luce un meccanismo ben oliato: serate a cinque stelle nei locali più esclusivi del capoluogo lombardo, accompagnate da escort e, a volte, da vere e proprie “sniffate” di quella sostanza capace di alterare temporaneamente la percezione della realtà. Nel mirino degli investigatori è finita la società Mas.De., attiva nell’organizzazione di eventi mondani, che avrebbe confezionato un pacchetto “all inclusive” pensato per il dopopartita di calciatori di Serie A.
Un giro da 1,2 milioni e i domiciliari per quattro organizzatori
L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Bruno Albertini e delegata al nucleo di polizia economico e finanziario della Guardia di Finanza, non riguarda solo il consumo di sostanze. Il reato contestato – favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione – ha trovato un suo presupposto nell’offerta sistematica di servizi di escort agli ospiti delle feste. Tra questi, secondo quanto ricostruito, figurano «settanta calciatori di Serie A», alcuni dei quali militerebbero in squadre come Milan, Juventus e Inter. Il sequestro preventivo disposto dal giudice mira a confiscare il profitto illecito accumulato dalla società organizzatrice: una somma che supera il milione e duecentomila euro. I quattro destinatari della misura cautelare sono stati raggiunti dai domiciliari, mentre nelle stesse ore sono scattate perquisizioni in diversi indirizzi riconducibili al giro.
Dal Duca al Me Milan: i locali della movida e i “palloncini” nel pacchetto
Le intercettazioni ambientali e le dichiarazioni di alcune testimoni hanno restituito il quadro di un sistema organizzato con cura. «Siamo al Duca, al Me Milan»: queste le indicazioni fornite per raggiungere i luoghi degli appuntamenti, locali notturni di lusso dove le serate prendevano forma. I “palloncini” – cioè le bombole di gas esilarante – venivano procurati su richiesta esplicita dei partecipanti e rappresentavano, a tutti gli effetti, una voce del menù del divertimento post-partita. Non un episodio isolato, dunque, ma una prassi consolidata che mescolava prostituzione, sostanze psicotrope e calciatori di prima fascia. La procura milanese ha così allargato il perimetro dell’indagine oltre la semplice cronaca mondana, inquadrando i fatti come reati contro la libertà sessuale e l’ordine pubblico.
Lockdown violato e serate “quasi tutti i giorni” tra il 2019 e il 2023
Uno degli aspetti più rilevanti emersi dalle carte è la continuità temporale del fenomeno, che non si è arrestato neppure nel periodo più acuto delle restrizioni pandemiche. Tra il 2019 e il 2023 – quindi ben dentro il lockdown – gli eventi mondani con servizio di escort venivano organizzati «quasi tutti i giorni» a Milano. Una testimone, ascoltata dagli investigatori, ha raccontato di aver vissuto in un appartamento situato nello stesso stabile dove aveva sede la società Mas.De. e dove era stata allestita una sorta di discoteca privata. Quel luogo, in piena emergenza sanitaria, diventava il teatro di festini che violavano apertamente le limitazioni agli incontri sociali. E proprio lì, tra divieti statali e serate clandestine, il giro di escort e i “palloncini” trovavano il loro terreno più fertile.




