Milano, il “dopopartita” dei calciatori tra escort di lusso e gas esilarante
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Redazione Interno
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La movida milanese, quella patinata e costosa fatta di locali “cinque stelle” e alberghi di lusso, nascondeva un meccanismo ben oliato destinato a una clientela molto esigente: i calciatori di Serie A. Un’inchiesta della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Milano, ha disarticolato un’organizzazione che, dietro la parvenza di una società di eventi con sede a Cinisello Balsamo, vendeva un vero e proprio “servizio dopopartita”. Un pacchetto, il cui costo poteva arrivare a decine di migliaia di euro per gli habitué, che non si limitava a una semplice serata: includeva l’ingresso nei club più trendy della città, una camera in un albergo a cinque stelle e la compagnia di giovanissime escort, pronte a soddisfare ogni richiesta.
Una struttura aziendale per il divertimento dei vip
Ciò che emerge dagli atti dell’indagine, che ha portato all’arresto di quattro persone (due amministratori della società e due complici) con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, è l’altissimo livello di professionalizzazione del gruppo. Non si trattava di un semplice giro di accompagnatrici, ma di un’impresa che gestiva il reclutamento di ragazze – alcune appena maggiorenni, provenienti dal Sudamerica o dall’Est Europa – e la loro “logistica”, arrivando a farle alloggiare persino nella sede della società. Il tutto veniva proposto a una rosa di circa settanta clienti accertati, un parterre che includeva non solo i big di Milan e Inter, ma anche giocatori di altre squadre in trasferta a San Siro, piloti di Formula 1 e imprenditori, tutti accomunati dalla disponibilità a spendere cifre importanti per la loro privacy.
Il “vantaggio” dell’inalante invisibile ai controlli
Un dettaglio, emerso dalle intercettazioni e dalle testimonianze raccolte dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria, riguarda l’uso di una sostanza particolare: il protossido di azoto, noto come gas esilarante. In alcuni casi, l’organizzazione offriva ai propri assistiti una “sniffata” di questo gas per rendere la serata più sballata. Questa sostanza, oltre a produrre un rapido effetto euforico, ha una caratteristica che, per un atleta professionista, risulta particolarmente preziosa: è un inalante non rilevabile nei comuni controlli antidoping, permettendo così di alterare la percezione sensoriale senza infrangere le regole sportive ufficiali. Un particolare, quest’ultimo, che spiega perché molti sportivi di alto livello fossero così attratti da quel tipo di offerta.
Profitti milionari e la scintilla della denuncia
Il giro d’affari, stando ai sequestri preventivi disposti dal gip Chiara Valori, è stato quantificato in oltre 1,2 milioni di euro, somma ritenuta il profitto illecito dell’attività di favoreggiamento. L’inchiesta, che ha ricostruito patrimoni del tutto sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati dai gestori, è scattata grazie alla denuncia di una ragazza che era riuscita a uscire da questo circuito. Le sue dichiarazioni, incrociate con i flussi finanziari della società e con i tabulati delle presenze nei locali della movida, hanno permesso di delineare un sistema collaudato dove manager senza scrupoli, vere e proprie escort e semplici addetti alle pubbliche relazioni lavoravano in sinergia per garantire il miglior “relax” possibile ai propri vip, un servizio che, dal 2024 a oggi, ha operato indisturbato nel cuore della vita notturna milanese.




