«Amo ci servono i palloncini»: il gas esilarante e le escort nel giro della movida milanese che coinvolge calciatori di serie A

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La frase, captata durante un’intercettazione, suona come una normale richiesta tra amici: «Amo ci servono i palloncini». Eppure, in quel gergo apparentemente innocuo, si cela la domanda di protossido di azoto – la cosiddetta “droga della risata” – per le serate organizzate dall’agenzia Mas.De. Milano, finita al centro di un’indagine della procura milanese che ha svelato un intreccio tra escort, calciatori di serie A e locali esclusivi della movida meneghina.

I “palloncini” – riempiti con il gas esilarante – facevano parte di un pacchetto “all inclusive” pensato per il dopopartita: serate in locali a cinque stelle, accompagnatrici e, a volte, sniffate di quella sostanza che altera temporaneamente la percezione sensoriale. Non si trattava, insomma, di semplici feste private, ma di un meccanismo ben oliato in cui l’intrattenimento di lusso si mescolava a servizi a pagamento e a sostanze voluttuarie.

Calciatori di Milan, Juve e Inter tra i partecipanti

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti – coordinati dal procuratore aggiunto Bruno Albertini e delegati al nucleo di polizia economico e finanziario della Guardia di Finanza – agli ospiti delle serate veniva offerto un servizio di escort “dopopartita”. Tra i frequentatori sarebbero emersi anche alcuni calciatori di Milan, Juventus e Inter, senza che per ora vengano formulate accuse specifiche nei loro confronti. La presenza di “settanta calciatori di serie A”, stando a una testimonianza raccolta, avrebbe alimentato il giro che ruotava attorno ai locali più noti della movida milanese, come il Duca e il Me Milan.

Arresti domiciliari e sequestro da oltre 1,2 milioni

L’inchiesta ha portato, nelle ultime ore, all’emissione di quattro arresti domiciliari e a diverse perquisizioni. La misura cautelare ha colpito altrettante persone ritenute coinvolte nell’organizzazione degli eventi; a queste si aggiunge un sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto del reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, per un valore superiore a 1,2 milioni di euro. Le indagini hanno permesso di ricostruire un sistema che – stando all’accusa – offriva alle escort un’abitazione all’interno dello stesso stabile dove aveva sede la società, trasformato di fatto in una sorta di discoteca privata.

Festini anche durante il lockdown

Una testimone ha raccontato agli investigatori di aver vissuto tra il 2019 e il 2023 in un appartamento situato nel medesimo edificio dell’agenzia, luogo in cui era stata allestita una sala da ballo. Nel pieno delle restrizioni imposte dalla pandemia di Covid, quando gli incontri sociali erano vietati o severamente limitati, a Milano si sarebbero organizzati “quasi tutti i giorni eventi mondani con servizio di escort”. La stessa fonte ha riferito che, nonostante il lockdown, i festini “all inclusive” proseguivano regolarmente, attirando anche calciatori professionisti che prendevano parte a quelle serate tra palloncini di gas esilarante e accompagnatrici.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.