Aggressione a Prato: feriti due agenti della Digos, tre arresti
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Redazione Interno
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Momenti di forte tensione, che hanno portato al ferimento di due agenti e all'arresto di tre persone, hanno segnato la mattina di lunedì a Prato, dove un presidio sindacale pacifico è stato oggetto di un tentativo di aggressione. L'episodio, accaduto in via Gora del Pero, un'area industriale caratterizzata dalla presenza di numerose aziende cinesi operanti nel settore degli accessori per l'abbigliamento, ha visto la Digos, impegnata in un servizio di ordine pubblico, intervenire per proteggere i manifestanti. Secondo la ricostruzione della procura, un gruppo di oltre quindici cittadini cinesi è uscito da un capannone del Consorzio Euroingro srl con l'intento dichiarato di raggiungere un gazebo poco distante, presidiato da lavoratori pakistani e di altre nazionalità che rivendicavano il riconoscimento del contratto.
L'intervento della polizia e l'aggressione
Gli agenti, il cui compito era proprio quello di scongiurare eventuali situazioni di conflitto, si sono frapposti tra il gruppo e i manifestanti, tentando di bloccare un'azione che appariva come un vero e proprio blitz contro il picchetto sindacale. È in questo frangente che la situazione è degenerata: la resistenza opposta dagli agenti, i quali hanno cercato di contenere l'avanzata, ha innescato una colluttazione durante la quale due poliziotti hanno riportato delle ferite. Alcuni di loro, come emerso dalle prime indagini, sono stati anche aggrediti fisicamente mentre cercavano di disperdere gli assalitori, i quali, stando a quanto denunciato dal sindacato Sudd Cobas, comprenderebbero anche alcuni imprenditori delle aziende interne al polo dell'ingrosso d'abbigliamento.
Le indagini e la dinamica accertata
L'operazione di polizia, che si è conclusa con tre arresti, ha permesso di delineare con maggiore precisione la dinamica dell'accaduto, facendo luce su un'aggressione premeditata ai danni di chi esercitava il legittimo diritto di sciopero. Le forze dell'ordine, le quali hanno gestito l'intera procedura di identificazione e fermo, hanno potuto contare su elementi probanti raccolti sul posto, utili a supportare la tesi dell'attacco organizzato. La procura, la quale coordina le indagini, sta ora valutando ogni aspetto per accertare le responsabilità penali di ciascuno, concentrandosi sulle modalità con cui è stato pianificato e messo in atto il tentativo di disperdere con la forza la protesta.
Le reazioni politiche all'accaduto
L'aggressione, oltre a rappresentare un episodio di cronaca nera, ha immediatamente suscitato un'ondata di reazioni nel mondo politico, dove le condanne sono state unanimi. Un parlamentare ha definito l'accaduto "un vergognoso attacco allo Stato, messo in atto da chi ha in spregio le leggi italiane e le istituzioni", sottolineando la gravità di un gesto che ha colpito non solo i lavoratori ma anche gli agenti pubblici. Altri esponenti politici, recatisi persino sul posto per portare solidarietà agli scioperanti, hanno invece evidenziato la necessità di un fronte comune contro lo sfruttamento, l'illegalità e la violenza, temi che spesso si intrecciano in certi distretti produttivi.




