La Fed lancia l’allarme: inflazione e rallentamento economico minacciano i mercati

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Alberto Matusalem, presidente della Federal Reserve di St. Louis, ha messo in guardia sui rischi che potrebbero scuotere i mercati finanziari, dalle azioni alle obbligazioni, con ripercussioni parziali anche sul settore delle criptovalute. Secondo l’economista, le pressioni inflazionistiche potrebbero riaccendersi, mentre l’economia statunitense mostra segni di un rallentamento sempre più marcato. Una combinazione che, se confermata, complicherebbe le scelte della banca centrale americana in materia di tassi d’interesse.

D’altronde, le preoccupazioni non riguardano solo l’andamento dei prezzi. John Williams, numero uno della Fed di New York, ha dichiarato durante un intervento alla Camera di Commercio di Portorico che i dazi commerciali introdotti dall’amministrazione Trump rischiano di frenare la crescita del Pil sotto l’1%, con un’inflazione che potrebbe salire fino al 3,5-4% entro fine anno. «La ridotta immigrazione sta incidendo sulla forza lavoro», ha spiegato Williams, «e l’incertezza generata dai dazi sta minando la fiducia delle imprese».

Proprio i dazi, annunciati in occasione del Liberation Day e temporaneamente sospesi per novanta giorni in attesa di negoziati, rappresentano un elemento di instabilità. Sebbene la Fed abbia mantenuto un atteggiamento cauto, rinviando eventuali tagli dei tassi, l’inflazione – già oltre le attese – potrebbe subire un’ulteriore spinta al rialzo qualora le tariffe doganali dovessero entrare in vigore definitivamente. Williams ha aggiunto che, in uno scenario del genere, la disoccupazione potrebbe raggiungere il 4,5-5% entro il 2026.

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