Italia campione del mondo di Enduro: doppietta storica alla Six Days
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Redazione Sport
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L'Italia è campione del mondo di Enduro e conquista la 100ª edizione della Six Days, disputata in Portogallo dal 12 al 17 ottobre 2026. La nazionale azzurra ha vinto il World Trophy davanti a Francia e Svezia, confermando il titolo conquistato l'anno precedente. Il successo è diventato una doppietta grazie alla vittoria anche nel Junior World Trophy, mentre Andrea Verona si è aggiudicato la classifica individuale assoluta, completando un risultato eccezionale per il motociclismo italiano.
World Trophy, quattro azzurri dominano la Sei Giorni di Enduro
Andrea Verona (KTM), Samuele Bernardini (Honda), Morgan Lesiardo (Triumph) e Matteo Cavallo (TM Moto) sono i quattro protagonisti del successo nella categoria principale. La squadra italiana ha preso il comando della classifica fin dalla prima giornata, riuscendo a conservare la leadership lungo un percorso caratterizzato da sabbia, polvere e prove speciali impegnative. La regolarità dei piloti ha consentito alla formazione azzurra di amministrare il vantaggio anche nelle giornate in cui gli avversari hanno ottenuto risultati migliori nelle singole prove.
Il cammino verso il titolo non è stato privo di difficoltà. Durante la terza giornata Bernardini ha riportato un trauma al terzo metacarpo della mano destra, un infortunio che ha complicato la sua partecipazione alla competizione. Il pilota ha comunque proseguito la gara, contribuendo al risultato collettivo. La capacità di mantenere tutti i componenti competitivi è stata determinante in una manifestazione nella quale i tempi dei motociclisti concorrono alla classifica delle rispettive nazionali.
Alla vigilia dell'ultima giornata, gli italiani avevano accumulato un tempo complessivo di 11 ore, 35 minuti e 18 secondi, con un margine di 2 minuti e 57 secondi sui francesi e di 5 minuti e 10 secondi sugli svedesi. Il quinto giorno aveva previsto cinque prove cronometrate nella zona di Grândola e Alcácer do Sal, prima del trasferimento verso la prova conclusiva. La Spagna aveva ottenuto la migliore prestazione di giornata tra le squadre del Trofeo, senza però compromettere il primato della nazionale guidata da Cristian Rossi.
Il verdetto definitivo è arrivato sulla spiaggia Vasco da Gama di Sines, dove il tradizionale Cross Test finale ha sostituito le prove di enduro con una gara di motocross a partenza collettiva. Gli azzurri hanno affrontato l'ultima frazione senza commettere errori decisivi. Alle spalle delle prime tre classificate, gli Stati Uniti hanno conquistato il quarto posto, mancando il podio per appena 24 secondi, mentre la Spagna ha completato le prime cinque posizioni. Per l'Italia si tratta della diciassettesima vittoria nella categoria maggiore della Sei Giorni.
Junior World Trophy, Elgari, Verzeroli e Cristino conquistano il titolo
La seconda affermazione italiana porta le firme di Alberto Elgari (TM Moto), Manuel Verzeroli (TM Moto) e Kevin Cristino (Husqvarna). Anche la formazione giovanile ha difeso il titolo mondiale, ma il suo percorso è stato particolarmente complicato dagli infortuni. Cristino ha subito una lussazione alla spalla destra già nella giornata inaugurale, riuscendo a riprendere la competizione dopo l'intervento dello staff medico. Il compagno Verzeroli è invece caduto durante una prova speciale del giorno successivo, procurandosi una ferita al bicipite sinistro che ha richiesto due punti di sutura.
La svolta nella classifica Junior è arrivata durante la quarta giornata, quando un problema meccanico alla moto del francese Thibault Giraudon ha compromesso la posizione della Francia, fino a quel momento in vantaggio di circa 40 secondi. Gli italiani hanno approfittato della difficoltà degli avversari e si sono portati al comando, conservando la prima posizione fino al traguardo. Elgari è risultato anche il miglior pilota della categoria individuale Junior, precedendo lo statunitense Toby Cleveland e il francese Clement Clauzier. Con questa affermazione, l'Italia raggiunge quota diciassette successi anche nel trofeo riservato ai giovani, eguagliando il primato della ex Cecoslovacchia.
Andrea Verona vince l'assoluta e interrompe la serie di García
Il risultato individuale più prestigioso è stato conquistato dal portacolori italiano, capace di imporsi nella graduatoria generale davanti allo spagnolo Josep García e al francese Zach Pichon. La sfida per il primato assoluto ha accompagnato l'intera manifestazione, con distacchi contenuti e continui confronti sul cronometro. Alla vigilia dell'ultima prova, il vantaggio del vincitore sul diretto inseguitore era inferiore ai dieci secondi. Il successo ha interrotto la serie di cinque affermazioni consecutive dello spagnolo, consegnando al motociclista azzurro la sua prima vittoria assoluta nella Six Days.
Il campione italiano si è aggiudicato anche la classe Enduro2, nella quale Pichon ha concluso secondo e lo statunitense Grant Davis terzo. García ha invece conquistato la Enduro1, precedendo Lesiardo e lo svedese Max Ahlin. La Enduro3 è stata decisa da un confronto ancora più serrato: il britannico Brad Freeman, in sella alla Beta, ha battuto il francese Julien Roussaly per appena quattro decimi di secondo, con Albin Norrbin sul terzo gradino del podio.
Nelle altre classifiche della manifestazione, gli Stati Uniti hanno conquistato il Women's World Trophy per la settima volta, stabilendo il nuovo primato della categoria femminile. Tra le squadre di club si è imposta la formazione Team Rabaconda, davanti a Missouri Mudders e GTBN. Successo italiano anche nella classifica individuale dei piloti di club, vinta da Manolo Morettini su Husqvarna davanti agli statunitensi Jhak Walker e Will Sievenpiper. Il Dunlop Geomax Challenge è stato conquistato da Simone Cagnoni su KTM, seguito dall'australiano Dylan McDonald e dall'americano Jaden Dahners.
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