L'Italia fa sua la centesima Sei Giorni di Enduro, doppietta azzurra in Portogallo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
A Grândola, in Portogallo, la nazionale italiana di Enduro ha vinto la centesima edizione della Sei Giorni, chiudendo al primo posto il Trofeo mondiale davanti a Francia e Svezia. Un successo costruito sin dalla prima giornata di gara e difeso con una gestione accorta del vantaggio nelle prove speciali tra sabbia e polvere, fino al cross finale sulla spiaggia di Sines.
La squadra schierata dal commissario tecnico Cristian Rossi era composta da Andrea Verona su Ktm, Samuele Bernardini su Honda, Morgan Lesiardo su Triumph e Matteo Cavallo su TM, gli stessi quattro piloti che avevano già trionfato l'anno precedente a Bergamo.
Il duello con Garcia e il margine sulla Francia
Il risultato della squadra si è intrecciato con la corsa individuale di Verona, impegnato in un confronto serrato con lo spagnolo Josep Garcia, entrambi su moto del gruppo Ktm. Dopo cinque vittorie consecutive dello spagnolo nelle edizioni precedenti, questa volta è stato il pilota italiano a imporsi nella classifica assoluta, con un distacco finale di 41 secondi e 56 centesimi sul rivale.
Il margine dell'Italia nel Trofeo a squadre si è invece consolidato giorno dopo giorno: alla vigilia dell'ultima prova il vantaggio sulla Francia era di quasi tre minuti, mentre la Svezia seguiva a poco più di cinque minuti. Il cronometro finale ha confermato la graduatoria con l'Italia prima in 12h28'38", la Francia staccata di 3'33" e la Svezia a 6'51".
L'infortunio di Bernardini e il ruolo dei compagni
Il percorso degli azzurri non è stato privo di ostacoli. Nel corso della terza giornata Bernardini ha riportato un trauma al terzo metacarpo della mano destra, un infortunio che ne ha condizionato la resa nelle prove successive senza però compromettere la presenza in squadra. Il suo apporto, insieme a quello di Lesiardo e Cavallo, è stato decisivo per contenere gli attacchi degli avversari e per mantenere alta la media cronometrica nei momenti in cui Verona doveva gestire il duello con Garcia.
Lesiardo ha chiuso al quinto posto nella classifica individuale assoluta, mentre Bernardini ha terminato la prova al quindicesimo posto nel cross finale.
Il trionfo bis nel Trofeo Junior
Alla vittoria della squadra maggiore si è aggiunta quella nel Trofeo Junior, la competizione riservata agli Under 23. La formazione italiana composta da Alberto Elgari, Manuel Verzeroli e Kevin Cristino ha chiuso con il tempo di 9h40'54", precedendo gli Stati Uniti di 4'15" e la Spagna di 7'09". Il risultato è stato agevolato dal ritiro dei francesi, fino ad allora in testa alla classifica di categoria, ma i giovani azzurri hanno comunque mantenuto un ritmo costante nelle speciali finali.
Elgari si è confermato il pilota Under 23 più veloce dell'intera manifestazione, con un margine di oltre tre minuti sullo statunitense Toby Cleveland.
Un primato senza precedenti per la federazione italiana
Con il successo in Portogallo l'Italia porta a diciassette il numero di affermazioni nel Trofeo principale della Sei Giorni, la competizione nata nel 1913 e giunta quest'anno alla centesima edizione. È la prima volta che la nazionale azzurra riesce a conquistare consecutivamente sia il Trofeo che il Trofeo Junior, un risultato che allarga il palmarès federale a trentaquattro titoli complessivi tra le due categorie.
La doppietta del 2026 replica quanto ottenuto dodici mesi prima a Bergamo e consolida la posizione dell'Italia nel panorama internazionale della specialità, davanti a formazioni storicamente competitive come quelle francese, svedese, spagnola e statunitense.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
