Marquez, la centesima vittoria in Ungheria: doppietta che cambia la classifica

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Redazione Sport Redazione Sport   -   A 266 giorni di distanza dall’ultimo acuto, il lungo digiuno agonistico - una pausa che qualcuno, forse, aveva frettolosamente interpretato come l’inizio del declino - si è ufficialmente concluso sulle rive del Balaton. È stato un ritorno, quello di Marc Marquez, che non solo ha riportato lo spagnolo sul gradino più alto del podio, ma lo ha fatto con una doppietta (sabato nella Sprint, domenica nel GP) che profuma di svolta epocale.

L’artefice di questa rinascita ha così tagliato un traguardo che lo consegna definitivamente alla leggenda: quella di domenica era infatti la centesima vittoria in carriera tra tutte le classi, una cifra che, come ha ammesso lo stesso pilota, appare "considerevole" se si considerano gli alti e bassi, in particolare quelli a partire dal 2020, che ne hanno costellato il percorso.

La mossa vincente e l’assalto al titolo

La gara domenicale, andata in scena sul circuito del Balaton Park, ha messo in luce una superiorità tattica schiacciante da parte del sette volte campione del mondo. La scelta della gomma media al posteriore, abbinata a un istinto fuori dal comune, gli ha permesso di avere la meglio su un coriaceo Pedro Acosta: il giovane della KTM, che aveva provato a sfruttare una mescola più morbida per allungare nella prima parte, ha dovuto infine cedere il passo.

A completare il podio, in una posizione di prestigio ma sostanzialmente solitario, è giunto Francesco Bagnaia, anche lui in sella alla Ducati Lenovo. Se il sorpasso ai danni di Acosta è stato il momento chiave della domenica, a rendere il weekend semplicemente perfetto è stato il risultato della Sprint di sabato, con Marquez che ha dettato legge fin da subito, accumulando così trentasette punti fondamentali per le proprie ambizioni.

Il caos alla prima curva e la svolta in classifica

A dare una scossa elettrica alle gerarchie del mondiale ci ha pensato, purtroppo, l’incidente nel corso del primo giro della domenica. Una carambola, innescata dalla perdita di controllo della Aprilia di Martin, ha coinvolto diversi piloti tra cui lo sfortunato Marco Bezzecchi. L’impatto, che ha costretto entrambi al ritiro, ha rappresentato una doccia gelata per le ambizioni dei vertici di Aprilia, ma ha rappresentato l’opportunità d’oro per Marquez.

In un solo fine settimana, lo spagnolo della Ducati ha recuperato trenta punti proprio su Bezzecchi, accorciando vertiginosamente le distanze in classifica generale. Con otto Gran Premi alle spalle e ancora quattordici round (per un totale di ventotto gare tra sabato e domenica) da disputare, il mondiale piloti 2026 si riapre con prospettive del tutto inedite.

I numeri da record e le prossime sfide

Il successo numero cento non è solo una pietra miliare per Marquez - che conta settantaquattro trionfi nella sola MotoGP - ma coincide simbolicamente con il centesimo trionfo di Ducati nella classe regina. La casa di Borgo Panigale, grazie anche al terzo posto di Bagnaia, ha dimostrato la solidità di un progetto che però, a Balaton, ha dovuto vedersela con l’irriducibile Acosta e con una KTM efficace quanto coriacea.

Sebbene la classifica sia tornata in bilico, gli esami più veri per il rientrante spagnolo sono attesi sui circuiti che lo hanno reso celebre, quelli di Brno, Assen, Sachsenring e Silverstone: sarà su quelle piste, tradizionalmente ostiche per i rivali, che si misurerà la reale tenuta di questa rimonta.

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