Trump 2, il ritorno del presidente e le nuove sfide internazionali
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Redazione Esteri
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L'inizio della seconda presidenza di Donald Trump, coincidente con la presidenza di turno brasiliana dei Paesi Brics, potrebbe segnare un cambiamento nelle dinamiche internazionali rispetto agli ultimi anni. La prassi ormai datata dell’allineamento automatico tra Europa e Stati Uniti potrebbe saltare per divergenze su diversi punti, dalla questione della lotta al cambiamento climatico alle strategie per la risoluzione dei conflitti in corso. Bisogna mettere in conto anche una possibile guerra commerciale a colpi di dazi e un aumento delle tensioni circa il finanziamento della Nato.
Continuano a moltiplicarsi i commenti sul discorso d’insediamento di Trump. C’è chi cerca di sdrammatizzare, scommettendo sull’irrealizzabilità dei funesti propositi, e chi, come Bernie Sanders, suona la campana a morto per la democrazia, incitando l’opposizione al risveglio. Non avevamo certo bisogno dell’Inauguration Day per preoccuparci dello stato di salute della democrazia. Ma la cerimonia di «incoronazione» è apparsa a molti l’atto di inizio di una distopia che sta per realizzarsi.
Nel suo primo giorno da presidente, Donald Trump ha firmato i primi 50 ordini esecutivi «che sono davvero allarmanti», dice Giovanna Melandri, newyorkese di nascita, presidente Human Foundation e Social impact agenda per l’Italia – Sia. «Del resto, è tutto orribile, ma tutto prevedibile». Melandri, dopo i proclami e i primi provvedimenti del 47esimo presidente Usa, la sua parte americana cosa prova? La mia parte americana soffre, mi sanguina il cuore.
Questa sera nona puntata di Red Pill, il programma serale di Atlantico Quotidiano. Ogni giovedì, dalle ore 23, con i nostri autori e numerosi ospiti approfondiremo i temi caldi della settimana con l’approccio critico e fuori dal coro che ci contraddistingue.




