Antonelli accende l’Italia più della Rossa: il meglio deve ancora venire

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sesto come due fine settimane fa in Cina, ma il senso del risultato di Andrea Kimi Antonelli a Suzuka ha un peso ben diverso. Se a Shanghai aveva stupito per la capacità di tenere testa a piloti più esperti, in Giappone il diciottenne bolognese ha dimostrato di saper gestire una gara intera con freddezza da veterano, sfiorando per la prima volta il compagno George Russell sia nelle qualifiche sia in gara. Un progresso tangibile, che lo avvicina a un traguardo impensabile fino a pochi mesi fa: competere ad armi pari con chi, in Mercedes, è considerato un punto di riferimento.

Non è bastato il giro veloce, né il fatto di aver guidato la corsa – diventando il più giovane leader di un Gran Premio – per distrarlo dall’obiettivo. "Una bella sensazione, ma non mi ha distratto", ha ammesso Antonelli, sottolineando come la concentrazione sia rimasta alta fino al traguardo. Quello che colpisce, oltre alla precocità, è la maturità con cui affronta ogni sessione, su un tracciato come Suzuka, noto per essere un banco di prova crudele anche per chi ha anni di esperienza. Se in Cina aveva mostrato lampi di talento, qui ha costruito una performance solida, senza sbavature, gestendo gomme e ritmo con una sicurezza che pochi si aspettavano così presto.

Merito di un adattamento rapido, ma anche di un lavoro meticoloso con la squadra, che gli ha permesso di limare quelle piccole incertezze emerse nelle prime gare. "Sto dando tutto", ha aggiunto, senza nascondere la soddisfazione per essere stato, in alcuni momenti, il più veloce in pista. Un dettaglio non da poco, considerando che Russell, pur chiudendo davanti a lui, non è riuscito a imporre lo stesso passo costante.

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