Belve Crime riparte da Savi, Miroslawa e Bussone: la Rai sonda il lato oscuro
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Redazione Cultura e Spettacolo
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«Facevamo favori ai Servizi», ha detto Roberto Savi, l’ex poliziotto ed ergastolano che per trentadue anni aveva serrato le labbra sull’attività della Banda della Uno Bianca, rompendo il silenzio proprio nello studio di Francesca Fagnani. La seconda stagione di “Belve Crime”, lo spin-off che stasera su Rai 2 alle 21:20 tenta di ritagliarsi una fisionomia autonoma rispetto al programma madre, ha scelto tre storie radicalmente diverse per il suo debutto, accomunate però dalla capacità di scavare nelle crepe della realtà giudiziaria e umana.
Roberto Savi e la presunta copertina
È lui, probabilmente, il pezzo più pregiato della serata. Intervistato nel carcere di Bollate, Savi non si è limitato a ripercorrere le stragi del 1991 – come quella del Pilastro o l’assalto all’armeria di via Volturno – ma ha introdotto un elemento destabilizzante riguardo ai retroscena della banda. Ha affermato che esistevano «uffici particolari» disposti a garantire la copertura investigativa in cambio di «lavori sporchi», arrivando a sostenere che l’omicidio dell’ex carabiniere Pietro Capolungo fosse una commissione. Sebbene la sua narrazione sia stata immediatamente contestata dai familiari delle vittime (che hanno parlato di «illazioni» e di un palcoscenico sbagliato per certe rivelazioni), la lucidità con cui Fagnani ha condotto l’interrogatorio restituisce l’intervista a uno standard che ricorda i momenti migliori del format originale.
Katharina Miroslawa e la trappola del movente
A fare da contraltare a quella drammaticità tutta maschile e stragista, ecco la vicenda di Katharina Miroslawa. Condannata per il «giallo di Parma» – l’omicidio dell’imprenditore Carlo Mazza avvenuto nel lontano 1986 – la donna ha avuto modo di ribadire la sua tesi difensiva, incentrata su un particolare quasi grottesco: un costume da bagno acquistato in Germania che, a suo dire, proverebbe l’intenzione di ricongiungersi con la vittima. «Ero la colpevole perfetta, la donna senza scrupoli che lavora in un night», ha dichiarato, cercando di ribaltare l’accusa di aver agito per incassare una polizza assicurativa da un miliardo di lire. Pur nell’ovvia tensione, questo segmento evidenzia uno dei rischi maggiori del genere true crime, ovvero la possibilità che l’indiziato cerchi di usare la tv come tribunale mediatico per scagionarsi.
Rina Bussone, l’amante delle “bambine”
Chiude il trittico Rina Bussone, figura chiave nell’inchiesta per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, il noto ultrà della Lazio soprannominato “Diabolik”. Per la prima volta davanti a una telecamera, la rapinatrice romana ha svelato i dettagli del suo rapporto con l’esecutore materiale del delitto, Raul Esteban Calderon. «Ho sempre chiamato le pistole le mie bambine», ha confessato, descrivendo il momento in cui, dopo l’omicidio, si accorse che l’arma non c’era più. La sua testimonianza – considerata parzialmente credibile in primo grado a causa di alcune discrepanze – ha comunque impresso una svolta decisiva alle indagini, e il confronto con Fagnani ha messo in luce quel legame morboso che tiene insieme complicità criminale e tradimento. «Se decidono che quel giorno devi morire, muori», ha detto, senza mai abbassare la guardia.
Un’identità ancora da trovare
Pur offrendo spunti di grande impatto emotivo, la seconda edizione di “Belve Crime” fatica ancora a emanciparsi completamente dalla casa madre. Se da un lato l’approccio più intimo e privo di filtro funziona – lo dimostrano le sequenze serrate con Savi, che meriterebbero di essere studiate nelle scuole di comunicazione – dall’altro la trasmissione deve ancora trovare un linguaggio del tutto originale per evitare che lo spettatore veda in questo spin-off una semplice appendice notturna delle interviste ai vip. La Rai ha previsto tre appuntamenti (per le serate del 5, 12 e 19 maggio), un numero sufficiente per capire se questo esperimento riuscirà a camminare con le proprie gambe o se rimarrà un’eccellente, ma sporadica, incursione nel torbido.




