Primo weekend di primavera incerto tra sole e acquazzoni
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Redazione Interno
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Chi attendeva con una certa impazienza l’arrivo della primavera per riporre nel armadio i cappotti invernali dovrà probabilmente armarsi di una pazienza supplementare, giacché il primo fine settimana della nuova stagione, quella astronomica, si annuncia all’insegna di una marcata variabilità, con il sole che si alternerà a frequenti acquazzoni e con temperature che, anche nei momenti di tregua, faticheranno a raggiungere le medie del periodo. L’Equinozio, precisamente alle 15:46 di venerdì 20 marzo, sancirà bensì il passaggio di consegne tra l’inverno e la primavera, ma lo farà senza quel netto cambio di passo che molti si augurano, consegnandoci un weekend in cui l’ombrello potrebbe rivelarsi un accessorio quanto mai utile.
Sabato: qualche timido spiraglio e fiocchi sui rilievi
La giornata di sabato 21 marzo si presenterà sulla carta come la più godibile del finesettimana, sebbene non mancheranno alcuni segnali di un mutamento in atto. Al Nord, dopo una mattinata caratterizzata da condizioni di tempo stabile e in gran parte soleggiato, si assisterà a un progressivo e via via più fitto addensamento della nuvolosità, specialmente a partire dal Triveneto e in direzione delle regioni nordoccidentali. Verso sera, non è escluso che qualche fiocco di neve faccia la sua comparsa a ridosso dei rilievi alpini, un assaggio di quel che potrebbe accadere nelle ore successive. Al Centro, la situazione si manterrà più interlocutoria, con un tempo decisamente variabile che alternerà ampie schiarite a momenti di nuvolosità più compatta, ma con una prevalenza del sole, mentre al Sud si potrà godere di un sabato tutto sommato soleggiato, seppur con un aumento delle nubi già nel corso del pomeriggio e la concreta possibilità di qualche scroscio isolato, in un contesto termico che rimarrà piuttosto fresco per il periodo.
Domenica: ombrelli aperti al Centro-Sud
Sarà domenica 22 marzo la giornata più complessa e dinamica del fine settimana, quella che richiederà una maggiore attenzione agli aggiornamenti meteo orari. Una depressione, le cui origini vengono individuate dagli esperti come nordafricane, risalirà infatti l’intera Penisola, andando a perturbare in modo più deciso il quadro atmosferico. Saranno le regioni del Sud e, in parte, quelle del Centro a subire il peso maggiore di questa nuova fase di instabilità, con l’arrivo di rovesci e acquazzoni che potrebbero rivelarsi anche di moderata intensità. Non si esclude che su alcuni settori, in particolare quelli tirrenici del Centro e le zone ioniche del Sud, i fenomeni possano assumere carattere temporalesco. Il Nord, pur non venendo direttamente investito dal nucleo principale della perturbazione, rimarrà in una sorta di limbo meteorologico, con un cielo irregolarmente nuvoloso e qualche debole precipitazione in particolare sui settori alpini e prealpini, dove la neve potrebbe tornare a cadere a quote relativamente basse, localmente anche al di sotto dei mille metri.
Lo scenario della prossima settimana: freddo balcanico e possibili sorprese
L’inizio della nuova settimana non porterà con sé una svolta decisa verso condizioni più miti e stabili; anzi, l’afflusso di correnti decisamente più fredde di matrice balcanica, quelle stesse che hanno reso gli ultimi giorni un anticipo d’inverno, proseguirà senza soluzione di continuità, concentrando i suoi effetti soprattutto sulle regioni meridionali. Lunedì 23 marzo, infatti, vedrà ancora in azione il fronte perturbato giunto nel weekend, con l’instabilità che dovrebbe concentrarsi prevalentemente su Sicilia, Calabria, lungo la dorsale appenninica meridionale e, in misura minore, sulla Sardegna tirrenica. Per il resto d’Italia, invece, le condizioni torneranno probabilmente più stabili e in gran parte soleggiate, sebbene il clima si presenti ancora frizzante, con temperature mattutine piuttosto rigide e la formazione di diffuse gelate nelle vallate interne. È proprio in questo quadro di freddo persistente che si inseriscono le proiezioni per i giorni successivi, con alcuni modelli che intravedono la possibilità di un ulteriore, significativo peggioramento a metà settimana, quando una massa d’aria ancora più gelida, in discesa dalle alte latitudini europee, potrebbe puntare dritta verso il Mediterraneo, riportando la neve a bassa quota su gran parte della Penisola.




