Il sole della Sardegna accende il birrificio Ichnusa di Assemini

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Oltre quindicimila pannelli fotovoltaici – distribuiti su una superficie di 137mila metri quadrati all’interno dello stabilimento – sono entrati ufficialmente in funzione ad Assemini, segnando una svolta epocale per lo storico birrificio Ichnusa. L’impianto, che vanta una capacità installata di 8,6 Megawatt, produce annualmente circa 15 Gigawattora, una potenza tale da coprire l’intero fabbisogno elettrico diurno del sito produttivo.

Se ne è dotata Heineken Italia grazie alla collaborazione con Engie Italia, che ha realizzato l’infrastruttura nell’ambito di un accordo di fornitura di lungo periodo (un Power Purchase Agreement, o Ppa) della durata di quindici anni; una soluzione che, garantendo una fonte stabile e a basse emissioni, rende lo stabilimento sardo un unicum nel panorama industriale nazionale.

L’autosufficienza energetica di uno stabilimento strategico

Quello che colpisce, osservando i numeri del progetto, non è solo la scala dell’intervento ma la sua configurazione innovativa: stiamo parlando di uno dei rari esempi in Italia dove un impianto di taglia superiore al Megawatt è collegato direttamente a un sito produttivo senza passare attraverso la rete di distribuzione pubblica. Questo modello “on-site” permette al birrificio – già al centro di un importante piano di ammodernamento avviato nel 2021 – di lavorare in totale autosufficienza durante le ore di luce, assorbendo tutta l’energia pulita generata dai pannelli.

Per Heineken Italia, si tratta di un tassello fondamentale nella strategia di decarbonizzazione, e lo stesso amministratore delegato Alexander Koch ha sottolineato come il sole che storicamente accompagna il consumo della birra accompagni oggi anche la sua produzione, rendendo questo progetto un punto di riferimento per l’intero gruppo in Europa.

L’accordo PPA e la valutazione dei sistemi di accumulo

Alla base dell’operazione c’è, come accennato, un contratto quindicinale che blinda i prezzi dell’energia; lo strumento del Ppa, proteggendo l’azienda dalla volatilità del mercato, garantisce risparmi complessivi stimati tra il 20% e il 25%. Ma la partnership non si ferma qui.

Le due società hanno infatti dichiarato di star valutando l’introduzione di sistemi di accumulo tramite batterie: una soluzione che, immagazzinando gli eccessi di produzione delle ore centrali, consentirebbe di utilizzare l’energia solare anche nei momenti di minore irraggiamento, ottimizzando ulteriormente l’efficienza del sito.

Engie Italia, da parte sua, punta a replicare questo modello su scala nazionale con l’obiettivo – dichiarato dalla ceo Monica Iacono – di raggiungere i 200 Megawatt di capacità installata entro il 2030, accompagnando i clienti industriali verso una maggiore resilienza energetica.

Un’infrastruttura che ridisegna il profilo del birrificio Ichnusa

Non si tratta, viene da pensare, di un semplice aggiornamento tecnologico, ma di una riconversione radicale del profilo operativo del birrificio Ichnusa. La capacità di produrre localmente energia rinnovabile, riducendo la dipendenza dalle fonti fossili, trasforma un’eccellenza della produzione brassicola sarda in un laboratorio vivente di sostenibilità industriale.

L’estensione dell’impianto, visibile e integrato nel paesaggio della piana di Assemini, rappresenta una risposta concreta alle sfide della transizione ecologica nel settore manifatturiero pesante, dimostrando come gli accordi di fornitura di lungo periodo possano rappresentare la leva decisiva per coniugare competitività economica e rispetto ambientale.

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