Pozzuoli, epatite A: «Comparto ittico flegreo al tracollo: servono aiuti per gli operatori»

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il sindaco di Pozzuoli, Gigi Manzoni, ha formalizzato una richiesta – che per la sua urgenza appare destinata a segnare una svolta nel modo di affrontare la crisi – trasmettendola al prefetto di Napoli Michele di Bari: convocare immediatamente un tavolo di concertazione in prefettura, coinvolgendo l’Asl Napoli 2 Nord, tutti i primi cittadini dell’area flegrea e i rappresentanti della pesca. L’obiettivo, dichiarato senza ambiguità, è duplice: monitorare la diffusione dei casi di epatite A nei Campi Flegrei e, al contempo, neutralizzare gli effetti devastanti che i contagi stanno producendo sull’intero comparto ittico, ormai ridotto ai minimi termini. «Comparto al tracollo», si legge nella nota, e gli operatori attendono misure di sostegno che tardano ad arrivare.

Il legame con i frutti di mare e il picco di marzo

Secondo l’ultimo report dell’Istituto superiore di sanità, alla base dell’epidemia scoppiata nelle ultime settimane nel Sud Italia ci sarebbero proprio i frutti di mare; un dato, questo, che confermerebbe quanto già emerso da indagini precedenti. Il picco dei contagi – che ha interessato non solo la Campania ma anche la Calabria – si è registrato a marzo, e tra le vittime indirette dell’infezione figurano attività ristorative che, pur acquistando dallo stesso canale di approvvigionamento di sempre, si sono trovate esposte a un rischio finora sconosciuto. Nessun richiamo ufficiale, almeno per ora, ha interrotto la catena distributiva, ma il danno d’immagine rischia di aggravarsi.

L’allerta si sposta al Lazio e alla Puglia

Dopo il focolaio napoletano, che ha superato i settanta ricoveri, l’epatite A è sbarcata anche nel Lazio. La regione, attraverso una nota tecnica, ha precisato che «la situazione è monitorata e i casi circoscritti»; dallo scorso febbraio è stato attivato un sistema di tracciamento dei pazienti, accompagnato da una sorveglianza epidemiologica serrata. Gli occhi sono puntati in particolare sulla provincia di Latina, dove si concentrano alcuni degli ultimi episodi. Non va meglio in Puglia: l’Istituto superiore di sanità, attraverso il sistema di sorveglianza Seieva, colloca la regione tra quelle che contribuiscono in modo significativo all’aumento dei casi, insieme a Lazio e Campania.

I numeri nazionali e la risposta dei medici

Nel 2025 sono stati notificati in Italia 631 casi di epatite A, un incremento netto rispetto ai 443 del 2024. I medici, pur senza allarmismi, hanno invitato i cittadini a prestare attenzione al consumo di cibo crudo o poco cotto durante le prossime festività pasquali. «L’evoluzione delle prossime settimane sarà determinante», hanno dichiarato alcuni sanitari, sottolineando come l’infezione – causata dal virus HAV e associata prevalentemente al consumo di molluschi – possa essere arginata solo con una stretta collaborazione tra autorità sanitarie e filiera ittica.

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