Sparatoria a Jenin durante visita diplomatica, l'Ue chiede spiegazioni a Israele
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Redazione Esteri
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Mentre una delegazione di diplomatici europei e arabi si avvicinava all’ingresso orientale del campo profughi di Jenin, in Cisgiordania, i militari israeliani hanno aperto il fuoco in aria, provocando momenti di tensione. Secondo quanto riportato dall’agenzia Wafa, i colpi sarebbero partiti quando il gruppo, accompagnato da giornalisti, si è trovato nei pressi di una sbarra di ferro installata dalle forze di occupazione. Nessun ferito, ma l’episodio – che ha coinvolto anche il viceconsole italiano Alessandro Tutino, rimasto illeso – ha spinto l’Unione Europea a chiedere un’inchiesta.
La visita, organizzata per valutare le condizioni della città e del campo dopo l’offensiva lanciata da Tel Aviv lo scorso gennaio, includeva rappresentanti di Paesi Ue, ma anche di Cina, Giappone e India, oltre a diversi Stati arabi. Kaja Kallas, capo della diplomazia europea, intervenuta nel corso di una conferenza stampa con l’Unione Africana, ha definito «inaccettabile» l’accaduto, esortando Israele a «chiamare i responsabili a risponderne».
Sulla stessa linea il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, che ha parlato con Tutino assicurandosi della sua incolumità prima di ordinare una protesta ufficiale. «Le minacce contro i diplomatici non possono essere tollerate», ha scritto su X, senza aggiungere dettagli sulle dinamiche che avrebbero portato i soldati a sparare. Fonti locali parlano di «avvertimenti» rivolti alla delegazione, ma non è chiaro se vi fossero effettivi rischi per la sicurezza.
L’episodio si inserisce in un contesto già teso, dove le incursioni militari israeliane a Jenin – spesso giustificate come operazioni anti-terrorismo – hanno causato decine di vittime tra i civili negli ultimi mesi. La presenza di osservatori internazionali, tuttavia, non aveva finora innescato reazioni simili. Quella di oggi è la prima volta in cui dei colpi vengono esplosi in prossimità di funzionari stranieri, sollevando interrogativi sulle modalità di coordinamento tra autorità israeliane e missioni diplomatiche.




