Il rating dell'Italia vola, trainando banche e enti statali

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’economia nazionale, che molti dipingevano come prossima alla stasi, ha invece mostrato una resilienza inaspettata, smentendo le previsioni più pessimistiche: la stima preliminare del Pil del quarto trimestre, un +0,3% che ha sorpreso gli analisti, è arrivata a corredo di una revisione al rialzo anche del dato del trimestre precedente. In questo contesto, l’agenzia di rating Standard&Poor’s ha compiuto una mossa significativa, confermando il giudizio BBB+ sul debito sovrano italiano ma, elemento ancor più rilevante, alzando la prospettiva da “stabile” a “positiva”, un segnale che anticipa possibili ulteriori miglioramenti futuri se le condizioni macroeconomiche continueranno a consolidarsi. L’azione, che riflette una lettura più ottimista delle finanze pubbliche e della crescita, non è rimasta isolata, ma ha innescato un effetto a catena su una serie di soggetti chiave legati allo Stato, i cui rating sono stati rivisti alla luce della nuova valutazione sul Paese.

L'effetto trascinamento su Cassa Depositi e Prestiti e AMCO

Immediatamente dopo la decisione sul sovrano, S&P Global Ratings ha aggiornato il giudizio su Cassa Depositi e Prestiti, confermandone i rating di lungo e breve termine ma migliorandone l’outlook a “positivo”, una scelta che l’agenzia ha esplicitamente ricondotto alla recente azione compiuta sull’Italia. Lo stesso è accaduto per AMCO, la società pubblica per la gestione dei crediti deteriorati, il cui outlook è stato portato a “positivo” mentre i rating sono stati confermati: S&P, nel motivare la scelta, ha ribadito il ruolo sistemico dell’ente, classificato come una “Government Related Entity”, e il suo stretto allineamento con il merito creditizio della Repubblica, di cui riflette le sorti.

UniCredit beneficia del quadro nazionale ma vola con i suoi meriti

L’onda positiva si è estesa anche al settore bancario, seppure con dinamiche più articolate. Standard & Poor’s ha infatti alzato l’outlook di UniCredit a “positivo”, pur confermando l’Issuer Credit Rating ad “A-”. Quel che emerge dall’analisi, tuttavia, è una valutazione che premia la solidità intrinseca dell’istituto: i giudici di rating, pur riconoscendo come lo spunto iniziale derivi dall’azione sul Paese, hanno sottolineato come i meriti della banca si fondino su una presenza geografica diversificata in Europa, su una robusta generazione di utili e su una gestione prudente della liquidità e del portafoglio crediti, elementi che le consentono di mantenersi un gradino sopra il rating sovrano italiano.

Uno scenario in lento ma tangibile miglioramento

La concomitanza dei dati economici più solidi del previsto e della serie di aggiornamenti da parte di una delle principali agenzie internazionali delinea un quadro in movimento, lontano dai toni emergenziali degli anni passati. Se da un lato il miglioramento dell’outlook per lo Stato funge da volano per gli enti pubblici ad esso legati, dall’altro dimostra come singoli attori del sistema, pur beneficiando del contesto generale, possano costruire percorsi di credibilità autonoma. L’insieme di queste valutazioni, che arrivano in un momento di incertezza geopolitica globale, con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla guida della prima economia mondiale, offre una fotografia di un’Italia le cui fondamenta mostrano segnali di un consolidamento, seppure lento e da monitorare con attenzione.

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