Il retail immobiliare vola, trainando il mercato con investimenti da record

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il settore retail si conferma il motore del mercato immobiliare italiano, attirando nel 2024 quasi un quarto dei capitali investiti, secondo i dati del Real Estate Data Hub. Con un giro d’affari che sfiora i 10 miliardi di euro, segnando un +50% rispetto all’anno precedente, il comparto ha registrato performance senza precedenti, spinto soprattutto dalla crescita di outlet, negozi di prossimità e localizzazioni secondarie. Un dinamismo che riflette non solo la ripresa dei consumi, ma anche una riorganizzazione degli spazi commerciali, sempre più orientati verso formule flessibili e poli di attrazione decentralizzati.

Parallelamente, il residenziale mostra segnali di vitalità, con le compravendite in netta risalita nel primo trimestre del 2025. L’Agenzia delle Entrate riporta un +11,2% su base nazionale, per un totale di 172.048 transazioni, grazie alla maggiore accessibilità dei mutui, i cui taggi hanno subito una flessione. Roma e Milano, pur restando sotto la media nazionale, confermano il trend positivo: la capitale segna un +10,7%, con 8.528 operazioni, mentre il capoluogo lombardo si attesta a +7,1%, raggiungendo 5.505 rogiti. Torino e Genova, però, sono le vere sorprese, con incrementi del 12,2% e del 13,5% rispettivamente, a testimonianza di un mercato che si riattiva anche al di fuori dei tradizionali poli.

A Milano, dove il 53,5% delle compravendite è legato a mutui – contro una media italiana del 45,8% –, la domanda resta concentrata nelle aree periferiche, mentre il centro storico vede una minore propensione alla vendita da parte dei proprietari. Un fenomeno che, se da un lato riflette la ricerca di prezzi più accessibili, dall’altro conferma la tenuta delle zone più prestigiose, considerate beni rifugio.

Sul fronte degli affitti, intanto, si consolida il ricorso ai contratti a canone concordato e alle formule dedicate agli studenti, mentre cala l’interesse per gli affitti turistici, un tempo dominati da piattaforme come Airbnb. Una svolta dettata sia da normative più stringenti, sia da un mutato equilibrio tra domanda e offerta, con i locatori che preferiscono soluzioni a medio termine.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.