Il Parmigiano Reggiano supera il mercato interno, trainando l'export italiano

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Parmigiano Reggiano, che da secoli incarna l'eccellenza casearia nazionale, sta vivendo una svolta epocale nelle sue dinamiche commerciali. Il consorzio di tutela, diffondendo i dati aggregati dei primi otto mesi di quest'anno, ha infatti certificato un sorpasso storico: per la prima volta il volume delle vendite dirette verso i mercati internazionali ha superato quello assorbito dal mercato domestico. Una inversione di tendenza, questa, che segna un punto di non ritorno per un prodotto la cui fama ha sempre avuto un solido bacino di consumo all'interno dei confini nazionali. La quota dell'export, raggiungendo il 53,2% del totale e corrispondendo a 49.030 tonnellate, delinea un panorama inedito, dove il "re dei formaggi" si afferma sempre più come un bene di consumo globale, le cui sorti sono ormai legate a doppio filo con la domanda estera.

La resilienza del Parmigiano Reggiano nello scenario globale

Questa espansione oltralpe avviene in uno scenario internazionale complesso, caratterizzato da tensioni doganali che, come affermato dal presidente del consorzio Bertinelli, non sembrano tuttavia impensierire più di tanto gli operatori del settore. La strategia di internazionalizzazione, perseguita con tenacia, sta dimostrando una resilienza notevole, capace di assorbire gli urti della geopolitica commerciale. Il prodotto, forte di un legame indissolubile con il suo territorio d'origine e di un disciplinare di produzione inflessibile, continua a trovare nuovi estimatori in ogni angolo del pianeta, confermando come la qualità, quando è autentica e riconoscibile, possa rappresentare un passaporto valido per superare molte barriere.

Anuga 2025: la vetrina globale del food italiano

Parallelamente, la vitalità del food italiano nel mondo trova ampia dimostrazione nelle fiere di settore, vere e proprie piazze globali dello scambio. Ad Anuga 2025, la kermesse di Colonia che riunisce migliaia di espositori da oltre cento paesi, la delegazione italiana si è distinta per varietà e capacità di rappresentare le diverse anime regionali. Il Pastificio Pirro, per esempio, ha portato con sé la tradizione della pasta calabrese, affermandosi come uno dei protagonisti all'interno del padiglione istituzionale dedicato alla Regione Calabria. La sua presenza, come quella di molti altri piccoli e medi produttori, non è una semplice vetrina, ma un tassello fondamentale per rinsaldare legami commerciali e aprire nuovi canali distributivi in economie cruciali.

Gli ambasciatori del gusto: dal Pecorino Romano alle innovazioni

Accanto a lui, il Pecorino Romano DOP ha consolidato la sua rotta internazionale, presentandosi come un ambasciatore d'eccezione del made in Italy. La partecipazione del suo consorzio ad Anuga rientra in una strategia più ampia di consolidamento nei mercati chiave, con l'obiettivo di accrescere la notorietà di un formaggio dalle radici antiche. Non sono mancate, poi, le sorprese che confermano il dinamismo delle aziende più innovative: CasaFolino, realtà lametina, è stata selezionata tra i finalisti degli Italian Food Awards. Tra i suoi prodotti, alcuni dei quali hanno catturato l'attenzione della giuria, spicca il Miele al Bergamotto, una creazione in cui la dolcezza del nettare calabrese si fonde con l'intensità agrumata di uno dei fratti simbolo di quella terra, dimostrando come la tradizione possa evolversi attraverso una sapiente ricerca di nuovi accostamenti.

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