Sparo di Capodanno a Rosazza, un caso ancora aperto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il caso del colpo di pistola sparato a Rosazza durante la notte di Capodanno continua a tenere banco. Dal 31 dicembre, le indagini sono in corso e i dettagli stanno diventando sempre più chiari. Emanuele Pozzolo, deputato sospeso di Fratelli d’Italia, rimane l'unico indagato.

La versione del capo scorta

Secondo quanto riferito alla Procura dal capo scorta del sottosegretario Andrea Delmastro, l’ispettore della polizia penitenziaria Pablito Morello, Pozzolo aveva sempre la pistola in mano. Questa testimonianza potrebbe fare luce sull'accaduto.

Delmastro era da solo

Nel cuore della notte di Capodanno, al momento dello sparo, Andrea Delmastro era da solo. Nessuno dei quattro agenti di scorta che gli erano stati assegnati era con il sottosegretario alla giustizia quando, all’una e mezza del primo gennaio, è partito un proiettile dal revolver di Pozzolo.

Un caso che avrebbe dovuto essere risolto rapidamente

Questa vicenda, che avrebbe dovuto essere risolta in poche ore, tiene banco da un mese e mezzo, aggravando di lavoro la magistratura. Il caso Pozzolo, meglio conosciuto come "lo sparo di Capodanno", oscilla, giorno dopo giorno, sempre di più tra la tragedia e la farsa.

Un pezzo di storia noto, l'altro meno

Un deputato della Repubblica, esponente del partito di maggioranza relativa - Fratelli d'Italia - si presenta a una festa di Capodanno nella pro loco di Rosazza, nel Biellese. Questo è il pezzo di storia noto. L'altro pezzo, quello meno noto, è ancora oggetto di indagine.

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