La Pennicanza, Fiorello ricorda Forattini: "Lui era il re"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Lo studio, completamente rinnovato, vibra di un'energia che travalica i confini della radiofonica tradizione, mentre Fiorello e Fabrizio Biggio, in uno smoking che già tradisce le sue storie, danno il via alla terza settimana de La Pennicanza. Il conduttore, con la sua proverbiale verve, smonta subito l'eleganza della serata rivelando, non senza una punta di autoironia, che "lo smoking era in affitto solo per il debutto di ieri", per poi aggiungere che "oggi ci hanno dato questa camicia che non è nemmeno mia: è di Achille Lauro, ospite del programma 'Ciao Maschio'. E i pantaloni? Sono del ballerino Raimondo Todaro!". Un'avventura, quella del programma in onda su Rai Radio2 e ora anche in versione visual sul canale 202, che si conferma un esperimento di intrattenimento totale, dove la comicità e il ritmo serrato si fondono con una dimensione spettacolare, definita da Fiorello stesso "una cosa mai fatta prima".
L'omaggio al maestro della satira
La puntata del 5 novembre, però, ha assunto un tono diverso, segnato dalla commozione per la scomparsa di Giorgio Forattini. Fiorello ha voluto dedicare l'intero appuntamento al grande vignettista, scomparso all'età di 94 anni, consegnando alle onde radiofoniche un ricordo personale e intenso. "Lui era il re della satira", ha affermato, sottolineando come, in fondo, trasmissioni come La Pennicanza gli siano debitrici di quel linguaggio tagliente e dissacrante. L'omaggio, seppur carico di malinconia, non ha rinunciato alla vena canzonatoria che caratterizza il conduttore, una cifra stilistica che, si può immaginare, sarebbe stata apprezzata dallo stesso Forattini.
Il messaggio e l'eredità di un genio
Fiorello ha rievocato con affetto la satira feroce e intelligente del maestro, capace di ritrarre i potenti con una semplicità devastante. "Lui disegnava Spadolini completamente nudo, Craxi con la camicia nera e D'Alema... – ha ricordato – l'ha sempre querelato". In quelle parole, oltre alla stima, traspare la consapevolezza di aver perso un punto di riferimento. L'onore di essere stato a sua volta ritratto dal fumettista è sembrato per Fiorello un sigillo, un passaggio di testimone ideale che lega il suo lavoro a quello di un gigante, il cui tratto ha segnato la storia del costume e della politica italiana, lasciando un'impronta indelebile in chi, come lui, fa della risata uno strumento di analisi.
Tra visual radio e battaglie surreali
L'apertura della puntata era stata scandita da un messaggio improbabile di Amadeus, il quale, collegandosi, aveva definito "straordinaria" l'esperienza del visual, un endorsement che conferma la novità rappresentata da questo format. Nel flusso del programma, fatto di gag e di interazioni con il pubblico, non sono mancati i momenti di pura evasione comica, come la battuta sull'elezione di un sindaco "giovane, di sinistra e musulmano" a New York, alla quale Fiorello ha replicato proponendo, per contrappasso, un primo cittadino "cristiano a Riad per far vedere che il mondo sta cambiando". Un paradosso, uno dei tanti che popolano la trasmissione, a dimostrazione di come l'intrattenimento possa mescolarsi con l'attualità, creando un prodotto ibrido e sfaccettato che continua a sorprendere.




