La nuova Cupra Born si aggiorna con un restyling profondo: più potenza, autonomia fino a 600 km e un salto di qualità tecnologico
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
C’è chi si limita a ritoccare qualche linea e chi, invece, decide di rimettere mano al progetto in modo sostanziale. Cupra, con la nuova Born, ha chiaramente optato per la seconda strada. La prima elettrica nata sotto il marchio spagnolo, che dal suo lancio nel 2021 ha cercato di ritagliarsi uno spazio nel segmento delle compatte a batteria, si presenta ora con un restyling che non risparmia nulla: né la carrozzeria, né gli interni, né tantomeno la parte tecnica. Progettata e sviluppata a Barcellona, la vettura continuerà a essere prodotta nello stabilimento tedesco di Zwickau, confermando quella sinergia industriale che lega la casa iberica al gruppo Volkswagen, e il suo arrivo nelle concessionarie è atteso per l’estate del 2026.
Un design che affila i tratti distintivi del marchio
Guardando la vettura, ciò che colpisce immediatamente è l’evoluzione del linguaggio stilistico. Il frontale adotta ora la caratteristica "narice di squalo", un elemento che ritroviamo su altri modelli recenti della gamma e che dona un aspetto più deciso e penetrante. I gruppi ottici, full LED matriciali, abbandonano le forme precedenti per abbracciare una firma luminosa a triangolo, un motivo grafico che, ormai lo sappiamo, è diventato una cifra stilistica ricorrente per il marchio. Sulla parte posteriore, poi, la novità più evidente è data dalla fascia luminosa continua che attraversa tutto il portellone, andando a integrare il logo della casa, anch’esso illuminato: un dettaglio, quest'ultimo, che non passa inosservato e che di sera rende l'auto immediatamente riconoscibile. Nuovi paraurti, un diffusore più pronunciato e una gamma di cerchi che spazia dai 19 ai 20 pollici completano un quadro estetico che mira a esprimere maggiore sportività e personalità, senza stravolgere le proporzioni di base, con la lunghezza che cresce di appena 12 millimetri, arrivando a sfiorare i 4,34 metri.
Interni ridisegnati nella sostanza e nella tecnologia
Se l'esterno evolve, è nell'abitacolo che si concentra forse il lavoro più approfondito. La qualità percepita, punto dolente della precedente generazione, è stata affrontata con decisione: i pannelli porta sono stati completamente ridisegnati e i materiali, spesso di origine riciclata come la plastica marina SEAQUAL® o il tessuto Dinamica®, guadagnano in piacevolezza al tatto. Ma la vera rivoluzione è digitale e funzionale. Finalmente, e non è un dettaglio da poco, si è tornati ai comandi fisici: il volante abbandona i tattili per pulsanti tradizionali e i quattro alzacristalli hanno ora ognuno il proprio interruttore, una piccola grande vittoria dell'ergonomia sulla moda. La strumentazione digitale, il cosiddetto Digital Cockpit, balza da 5,3 a 10,25 pollici, offrendo una leggibilità e una ricchezza di informazioni decisamente superiore. Al centro spicca un nuovo schermo da 12,9 pollici che ospita un sistema di infotainment basato su piattaforma Android, più fluido e reattivo. Tra le novità, poi, spuntano le bocchette di aerazione dedicate ai passeggeri posteriori, un'assenza ingiustificata che viene finalmente colmata, e la funzione Vehicle-to-Load che trasforma l'auto in una grande batteria per alimentare dispositivi esterni.
La gamma motori si allarga: dal comfort alle prestazioni
Sotto il profilo tecnico, la nuova Born amplia la propria offerta per coprire uno spettro più ampio di esigenze. La piattaforma MEB resta il fondamento, ma il ventaglio di scelte si fa più ricco. Si parte con una versione d'accesso da 170 CV e una batteria da 50 kWh, pensata per un utilizzo prevalentemente urbano e capace di percorrere circa 400 km con una carica. Salendo di livello, si trova la variante Plus con 190 CV e batteria da 58 kWh, che porta l'autonomia a 450 km. Per chi invece cerca il miglior compromesso tra viaggio e prestazioni, ci sono le versioni Endurance e la top di gamma VZ: entrambe condividono la batteria di maggior capacità, 79 kWh, e raggiungono i fatidici 600 km di autonomia nel ciclo WLTP, un dato che le proietta direttamente tra le concorrenti più serie del segmento. Tutte le versioni mantengono la trazione posteriore, una caratteristica che contribuisce al piacere di guida e che, unita alla ripartizione dei pesi, regala un comportamento dinamico particolare.
La versione VZ, il cuore sportivo della gamma
È però sulla versione VZ che si concentrano le maggiori attenzioni degli appassionati. Qui il motore elettrico posteriore eroga 326 CV e 545 Nm di coppia, numeri che spingono la compatta spagnola allo scatto: lo 0-100 km/h è coperto in 5,6 secondi, mentre la velocità massima è autolimitata a 200 km/h, un valore che ne sottolinea la vocazione autostradale nonostante la spinta puramente elettrica. Non si tratta solo di numeri, perché la VZ riceve un assetto specifico, con sospensioni adattive DCC regolabili su 15 livelli e la funzione Launch Control per sfruttare al meglio la potenza in partenza. Per chi ama guidare, arriva anche la guida "one pedal", che consente di gestire accelerazione e decelerazione agendo quasi esclusivamente sul pedale di destra, sfruttando la frenata rigenerativa. La ricarica, per le versioni con batteria da 79 kWh, può avvenire in corrente continua a potenze fino a 185 kW, il che significa recuperare l'80% della capacità in circa mezz'ora.
Sicurezza e assistenza alla guida di nuovo livello
Completano il quadro i sistemi di assistenza alla guida, aggiornati con l'introduzione del Travel Assist 3.0. Questo sistema, ormai di livello 2, non solo gestisce il mantenimento di corsia e la distanza di sicurezza, ma è ora connesso al cloud e può adattare la velocità in prossimità di curve, rotonde o incroci, una funzione che rende i viaggi più rilassati. Novità assoluta è il Crossroad Assist, un sistema pensato per intervenire in caso di attraversamento improvviso di un veicolo o di un ostacolo in prossimità di un incrocio, azionando i freni per evitare o mitigare l'impatto. Un pacchetto, insomma, che integra diverse modalità di guida e una serie di sensori pensati per coprire un ventaglio di situazioni sempre più ampio, a testimonianza di come il marchio iberico abbia voluto lavorare su ogni singolo aspetto per presentarsi sul mercato con un prodotto più maturo e completo.




