Il nuovo corso di Xbox tra annunci hardware e la questione dell'intelligenza artificiale

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il cambio della guardia ai vertici di Microsoft Gaming, con l'addio di Phil Spencer e l'ascesa di Asha Sharma, aveva inevitabilmente sollevato piú di un interrogativo tra gli appassionati, preoccupati che la nuova direzione potesse allontanare la divisione dal suo nucleo storico per abbracciare in modo massiccio le tecnologie legate all'intelligenza artificiale, settore dal quale la stessa Sharma proviene. A fugare questi dubbi, almeno in parte, ci hanno pensato le prime interviste della nuova amministratrice delegata e di Matt Booty, promosso a chief content officer, i quali hanno delineato una strategia che, lungi dall'abbandonare la fisicità delle macchine, intende rimettere la console al centro del proprio ecosistema. Le loro dichiarazioni a Windows Central, infatti, confermano non solo l'impegno verso la prossima generazione di hardware, ma anche l'imminenza di annunci ufficiali che sveleranno i prossimi passi del colosso di Redmond. Un ritorno alle origini, o almeno a quello spirito pionieristico che, secondo Sharma, dovrebbe contraddistinguere il marchio, recuperando quella sorpresa e quella ribellione che ne avevano caratterizzato la nascita.

La strategia hardware e il fantasma della next-gen

Sharma è apparsa determinata nel voler rassicurare una platea di giocatori che, negli ultimi tempi, aveva assistito a un apparente allontanamento di Xbox dalla sua identità piú tradizionale, quella legata alla scatola nera sotto la televisione. Il suo "ritorno a Xbox", come lo ha definito, inizia proprio dalla console, dall'hardware, un impegno che ha voluto ribadire con forza per dissipare le voci di un possibile disimpegno dal settore. Alcuni annunci, ha promesso, arriveranno a breve, riaccendendo cosí le speculazioni su quella che sarà la prossima generazione, una macchina che, secondo le indiscrezioni, potrebbe vedere la luce nel 2027 ma della quale, al momento, non si conoscono né le specifiche tecniche né l'effettivo posizionamento sul mercato. La collaborazione con AMD per la progettazione del chip, giá sperimentata con successo per le attuali Series X|S, sembra comunque proseguire, facendo ben sperare in una retrocompatibilità che permetterebbe ai giocatori di portare con sé la propria libreria di titoli. Nonostante la precedente architetta della strategia, Sarah Bond, abbia lasciato l'azienda, il progetto appare dunque ben avviato e destinato a concretizzarsi, sebbene le difficoltà nell'approvvigionamento dei componenti e i costi delle memorie possano rappresentare un ostacolo non indifferente per rispettare i tempi e per realizzare quel "maggior balzo tecnico" giá promesso in passato.

La posizione di Microsoft sull'uso dell'IA nei videogiochi

Parallelamente alle rassicurazioni sul fronte hardware, Sharma e Matt Booty hanno voluto chiarire la posizione di Microsoft riguardo all'impiego dell'intelligenza artificiale nello sviluppo dei videogiochi, un tema particolarmente sentito in seguito alla nomina di una manager con un passato nel CoreAI di Microsoft. La preoccupazione di molti, infatti, era che si potesse forzare la mano per integrare strumenti generativi in modo massiccio, magari a discapito della creatività umana e con il rischio di saturare il mercato di contenuti di bassa qualità. Booty, in proposito, è stato categorico: non c'è alcuna pressione da parte di Microsoft, non esistono direttive che impongano l'uso dell'IA e i team di sviluppo sono liberi di adottare le tecnologie che ritengono piú utili, che si tratti di scrivere codice o di individuare bug, ma sempre con l'obiettivo di supportare il lavoro degli artisti, non di sostituirlo. Lo stesso concetto è stato ribadito da Sharma, la quale ha parlato di "tolleranza zero per l'IA scadente", promettendo che il suo ecosistema non verrà inondato da prodotti derivativi e senza anima. I giochi, ha detto, rimangono arte realizzata da persone, un principio al quale la nuova dirigenza intende attenersi, guardando alla tecnologia come a un mezzo, non come al fine ultimo.

Le provocazioni del fondatore e la risposta della nuova dirigenza

In questo clima di transizione, non sono mancate le dichiarazioni provocatorie di Seamus Blackley, uno dei padri fondatori di Xbox, il quale ha paragonato il ruolo di Asha Sharma a quello di un "medico di cure palliative" che avrebbe il compito di accompagnare dolcemente la divisione console verso il suo tramonto, sacrificata sull'altare dell'intelligenza artificiale, vero core business dell'attuale Microsoft guidata da Satya Nadella. Una visione apocalittica, la sua, che dipinge un'azienda pronta a disfarsi di un'attività redditizia e consolidata per inseguire una tecnologia ancora tutta da verificare, ma che stride apertamente con le dichiarazioni ufficiali della nuova amministratrice delegata. La scelta di mettere a capo del gaming una figura con un solido background nell'IA, secondo Blackley, non è affatto casuale, ma risponde alla logica di astrarre il problema videoludico, considerandolo secondario rispetto agli investimenti miliardari nell'intelligenza artificiale. Le parole di Sharma e Booty, tuttavia, vanno esattamente nella direzione opposta, ribadendo non solo la volontà di continuare a produrre console, ma anche di farlo con un rinnovato spirito di servizio verso i giocatori piú fedeli, quelli che da venticinque anni investono nel marchio. Resta da capire se questa visione riuscirà a tradursi in fatti concreti e in prodotti in grado di invertire il trend di calo delle vendite che ha caratterizzato gli ultimi anni, o se le parole di Blackley si riveleranno, col tempo, una profezia piú azzeccata di quanto oggi si voglia ammettere.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.