Il futuro dell'hardware Xbox e i primi passi della nuova amministratrice delegata

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Le recenti dichiarazioni di Asha Sharma, la nuova amministratrice delegata della divisione gaming di Microsoft, hanno infranto il silenzio che da mesi aleggiava attorno ai piani hardware del colosso di Redmond. In un’intervista rilasciata a Windows Central, Sharma ha confermato che annunci relativi a nuove macchine da gioco sono imminenti, un’affermazione che arriva in un momento di profondo rinnovamento ai vertici e che serve a rassicurare una platea di utenti preoccupata da un’apparente deriva della piattaforma verso il cloud e l’ecosistema PC. La sua promessa di un “ritorno a Xbox”, un concetto che la dirigente ha più volte ribadito, parte proprio dalla console fisica, da quell’hardware che per anni è stato il cuore pulsante del brand e che, secondo alcuni, era stato messo in secondo piano a favore di servizi come il Game Pass e delle politiche multipiattaforma. La community, e in particolare i giocatori più fedeli, avevano interpretato le mosse degli ultimi anni, inclusa l’acquisizione di Activision Blizzard e lo sbarco di titoli first-party su piattaforme concorrenti, come un progressivo allontanamento dalla tradizione. Le parole di Sharma, che subentra a Phil Spencer dopo il suo ritiro, sembrano quindi voler tracciare una linea di continuità con il passato, ma con uno sguardo proiettato al futuro, un futuro fatto di silicio e nuove architetture, nonostante le voci di una possibile uscita di Microsoft dal mercato delle console si siano rivelate, almeno per ora, del tutto infondate.

La strategia sulla prossima generazione e le sfide tecniche

Mentre l’attenzione dei media si concentra sulle promesse di Sharma, iniziano a emergere dettagli più concreti su ciò che potrebbe essere la prossima generazione di console. La finestra di lancio, secondo diverse indiscrezioni raccolte da esperti del settore e analisti, sembra essersi spostata al 2027, un rinvio che avrebbe avuto ripercussioni anche sui piani marketing di publisher terzi, con voci non confermate che parlavano di un’uscita prevista per quest’anno, successivamente posticipata. Alla base di questo slittamento ci sarebbe l’attuale crisi dei componenti, con i prezzi della memoria RAM particolarmente elevati che renderebbero proibitiva la costruzione di una macchina in grado di offrire quel “più grande balzo tecnico” promesso in passato. Dal punto di vista architetturale, si parla di una collaborazione sempre molto stretta con AMD per il chip, e di un dispositivo che potrebbe avvicinarsi molto al mondo PC, eseguendo una versione personalizzata di Windows con un’interfaccia utente pensata per il salotto di casa. Una soluzione del genere aprirebbe scenari inediti per l’ecosistema Microsoft, permettendo potenzialmente l’accesso a store terzi come Epic Games Store o Steam, un’ipotesi che rappresenterebbe una rivoluzione copernicana per il concetto stesso di console chiusa e proprietaria.

L’intelligenza artificiale nel mirino: rassicurazioni da Matt Booty

Parallelamente ai discorsi sul nuovo hardware, un altro tema caldo sta tenendo banco tra gli addetti ai lavori e i fan, ovvero il ruolo che l’intelligenza artificiale generativa avrà nello sviluppo dei prossimi titoli first-party. Il passato di Sharma, proveniente dal gruppo CoreAI di Microsoft, aveva alimentato timori e speculazioni su una possibile invasione di contenuti realizzati in modo automatizzato, sacrificando la creatività umana in favore dell’efficienza produttiva. A fugare questi dubbi è intervenuto direttamente Matt Booty, promosso a chief content officer e ora braccio destro della nuova CEO, il quale ha voluto tagliare corto con un messaggio chiaro e diretto: non c’è alcuna direttiva dall’alto che imponga l’utilizzo dell’IA, e i team di sviluppo manterranno la piena autonomia nel decidere se e come integrarla nei flussi di lavoro. Booty ha sottolineato come l’azienda non intenda inondare il mercato con prodotti di bassa qualità generati artificialmente, ribadendo un concetto che Sharma stessa aveva espresso in precedenza, dichiarandosi intransigente verso quelle che ha definito “schifezze di IA”. L’arte e la direzione creativa, hanno tenuto a precisare entrambi, rimarranno saldamente nelle mani degli esseri umani, con la tecnologia chiamata semmai a svolgere un ruolo di supporto in fasi collaterali come il debugging o la scrittura di porzioni di codice ripetitive.

Un possibile ritorno tra le fila di Microsoft?

A movimentare ulteriormente le acque in queste prime settimane di gestione Sharma ci ha pensato anche Larry Hryb, per tutti “Major Nelson”, il leggendario volto storico della comunicazione Xbox per quasi un ventennio, che ha lasciato Microsoft circa tre anni fa. Dopo aver perso il suo impiego in Unity, Hryb aveva pubblicamente manifestato su X la sua intenzione di scambiare due chiacchiere con la nuova amministratrice delegata, un post accompagnato da un cuore verde che non era passato inosservato. L’incontro, a quanto pare, c’è davvero stato: lo stesso Hryb ha poi condiviso una fotografia sui social che lo ritrae insieme a Sharma, alimentando immediatamente le voci di un suo possibile ritorno in azienda. Sebbene non ci sia alcuna conferma ufficiale né tantomeno dettagli sul ruolo che potrebbe ricoprire, l’incontro è stato interpretato da molti come un segnale importante: da un lato la volontà di Sharma di circondarsi di figure storiche e competenti per riconnettere il brand con la sua comunità più affezionata, dall’altro la possibilità per Hryb di tornare a casa dopo un periodo di transizione professionale. Un ritorno alle origini che, se confermato, rappresenterebbe un ulteriore tassello di questa fase di riassetto, in cui la nuova dirigenza cerca di bilanciare innovazione, tradizione e nuove tecnologie.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.