Sampdoria, la procura Figc archivia il caso sul tesseramento di Profeti
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Redazione Sport
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La procura federale della Figc, concludendo le indagini avviate lo scorso giugno, ha disposto l’archiviazione del procedimento relativo al tesseramento del calciatore Emanuele Profeti, un provvedimento che è stato adottato in coordinamento con la Procura Generale dello Sport e dal quale non sono emerse, come si legge in una nota dell’U.C. Sampdoria, specifiche violazioni di natura disciplinare. La vicenda, che aveva sollevato non poche perplessità circa le modalità di approccio al settore giovanile, traeva origine da un servizio televisivo della trasmissione “Le Iene”, il quale aveva messo in luce come l’ingaggio del giovane difensore fosse stato apparentemente condizionato alla disponibilità della sua famiglia di corrispondere una sponsorizzazione, piuttosto che a una valutazione puramente tecnica delle sue abilità calcistiche.
Le conseguenze di un’inchiesta mediatica
Sebbene l’esito delle indagini federali abbia di fatto scagionato la società blucerchiata da responsabilità formali, l’episodio aveva creato un comprensibile imbarazzo all’interno del club, chiamato a difendere la propria credibilità e la trasparenza del proprio operato in un settore, quello giovanile, particolarmente sensibile. La trattativa, che non si è poi concretizzata in un tesseramento ufficiale, era stata descritta nel dettaglio dalla trasmissione, la quale aveva evidenziato come la richiesta di un sostegno economico fosse avanzata in un momento successivo alla chiusura del mercato, un aspetto, questo, che aveva ulteriormente alimentato il dibattito pubblico sull’accaduto.
La posizione ufficiale del club
La Sampdoria, tramite il proprio comunicato stampa, ha preso atto con soddisfazione della decisione della procura, ribadendo con forza la correttezza delle proprie azioni e la piena fiducia riposta nelle istituzioni della giustizia sportiva. La società genovese, dunque, chiude un capitolo che l’aveva vista coinvolta, suo malgrado, in una controversia dai risvolti mediatici piuttosto accentuati, sottolineando come le indagini abbiano definitivamente chiarito l’assenza di illeciti disciplinari. L’archiviazione riguarda specificamente la posizione dell’ex dirigente del settore giovanile, il cui nome era stato legato all’intera faccenda fin dai suoi esordi.
Un episodio chiuso ma che lascia il segno
Al di là dell’esito giudiziario, che pone fine a ogni procedimento formale, la storia del mancato tesseramento di Profeti rimane come un esempio di come le dinamiche del calcio giovanile possano essere oggetto di scrutinio e di come l’immagine di una società possa essere messa alla prova da inchieste giornalistiche che, pur non sfociando in condanne, ne mettono in discussione i metodi. La Sampdoria, che aveva sempre negato qualsiasi irregolarità, vede ora confermata la propria versione dei fatti da un organo federale, un punto che la società considera cruciale per voltare pagina e guardare avanti.




