Sparò al ladro in casa, la procura di Rovigo archivia: "Nessun eccesso"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La procura della Repubblica di Rovigo ha stabilito che non sussistono gli estremi per procedere nei confronti del proprietario di casa, un settantenne, che la scorsa settimana ha ferito uno dei tre malviventi penetrati nella sua abitazione a Grignano Polesine. L’uomo, il quale ha agito con un’arma detenuta regolarmente, dopo avere fatto scattare l’allarme antisaracinesco e avere più volte intimato ai ladri di andarsene, avvertendoli di essere armato, ha fatto fuoco soltanto nel momento in cui uno degli assalitori, celato dal buio e con il volto coperto da un passamontagna, ha tentato di colpirlo brandendo un cacciavite. La dinamica, ricostruita minuziosamente dai pubblici ministeri, evidenzia come il gesto sia scaturito da una situazione di pericolo immediato e concreto per l’incolumità fisica del residente, il quale, peraltro, ha mirato deliberatamente a parti non vitali del corpo dell’aggressore, mettendo in fuga il commando e limitando le conseguenze dell’azione di difesa.

La ricostruzione dei fatti e le valutazioni della magistratura

Manuela Fasolato, procuratrice capo del tribunale rodigino, ha diramato una nota nella quale ha puntualizzato gli elementi che hanno condotto alla decisione di non contestare il reato di eccesso di legittima difesa. “La persona offesa”, si legge nella dichiarazione ufficiale, “ha sparato, mirando a parti non vitali, con un’arma regolarmente denunciata, per difendersi dal soggetto travisato da passamontagna che si trovava all’interno della sua abitazione al buio, e che stava cercando di colpirlo con un cacciavite nonostante fosse scattato l’allarme e avesse già avvisato ad alta voce che era armata”. Questa concatenazione di circostanze, che include la proporzionalità della reazione alla gravità della minaccia e il rispetto degli obblighi di avvertimento, ha costituito il fondamento giuridico per l’archiviazione del caso, la quale si allinea, del resto, ai principi codificati dalla normativa vigente in materia di autodifesa domestica.

Le reazioni politiche e il commento dell'esecutivo

Sul fatto, che ha rapidamente acquisito risonanza nazionale, è intervenuta con un post sui social network il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la quale ha commentato la notizia con una frase lapidaria: “La difesa è sempre legittima”. L’affermazione, sebbene non citi esplicitamente l’episodio di Grignano, si inserisce nel solco del dibattito pubblico sulla sicurezza delle persone e sull’inviolabilità del domicilio, temi che l’attuale maggioranza di governo ha più volte posto al centro della propria agenda politica, anche attraverso il inasprimento delle pene per i reati predatori e il consolidamento delle tutele per chi si trova a dovere respingere un’intrusione.

Il contesto normativo e gli sviluppi procedurali

La vicenda, al di là delle dichiarazioni a caldo, si risolve dunque in un applicativo concreto dei criteri che delimitano il confine tra una reazione lecita e un comportamento penalmente sanzionabile. L’aver centrato l’obiettivo senza causare lesioni permanenti o mortali, unitamente alla sequenza di avvertimenti verbali e alla natura dell’aggressione subìta, sono stati giudicati elementi sufficienti a configurare un legittimo esercizio del diritto alla difesa, scongiurando così per l’anziano qualsiasi tipo di procedimento penale. I tre rapinatori, dei quali uno è rimasto ferito, sono invece oggetto di un’indagine separata per tentata rapina aggravata, un reato per il quale la legge prevede pene severissime, soprattutto quando commesso da più persone riunite in un commando e con l’utilizzo di travisamento e strumenti atti a offendere.

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