Mattarella e la forza delle parole: verità senza veli su Gaza e libertà di stampa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   In un discorso che ha attraversato con lucidità i temi più scottanti del momento, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scelto ancora una volta la strada della chiarezza, senza cedimenti alla diplomazia di facciata. Parole nette, quasi «crude», come qualcuno le ha definite, pronunciate durante la tradizionale cerimonia del Ventaglio al Quirinale, davanti ai rappresentanti della stampa parlamentare. Un intervento che, partendo dalla tragedia di Gaza, ha toccato il ruolo irrinunciabile del giornalismo libero, sottolineandone la funzione di garanzia democratica.

«La situazione a Gaza diviene, di giorno in giorno, drammaticamente più grave e intollerabile», ha detto Mattarella, riferendosi a un conflitto che continua a mietere vittime innocenti. Pur auspicando che alle «pause annunciate» corrispondano «spazi di effettivo cessate il fuoco», il capo dello Stato non ha nascosto la gravità di un’escalation che sembra sfuggire a ogni logica umanitaria. Un monito che suona come un appello alla responsabilità internazionale, in un contesto dove l’«ostinazione a uccidere indiscriminatamente» rischia di cancellare ogni speranza di dialogo.

Ma il discorso di Mattarella non si è limitato alla politica estera. Affrontando il tema dell’informazione, ha ribadito con forza il valore di una stampa «libera e indipendente», capace di offrire ai cittadini «la rappresentazione dei fatti, non una loro narrazione subordinata a interessi specifici». Un richiamo esplicito alla funzione del giornalismo come «cane da guardia» contro gli abusi del potere, principio riconosciuto persino dalla Corte europea di Giustizia. Quella che potrebbe sembrare una difesa scontata della libertà di espressione assume invece, in questo momento storico, un peso particolare: in un’epoca in cui le notizie sono spesso strumentalizzate, la differenza tra informazione e propaganda diventa sempre più sottile.

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