Caccia alla «banda del buco» con colpi tra Napoli e Caserta, la polizia esegue dodici misure cautelari

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un'organizzazione criminale specializzata nelle rapine con la cosiddetta «tecnica del buco», capace di raggiungere caveau e sportelli passando dalla rete fognaria, è stata sgominata questa mattina grazie a una vasta operazione della polizia coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord. Dodici le persone raggiunte da misura cautelare: sette sono finite in carcere, mentre per altre cinque sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Oltre cento agenti della Squadra Mobile della Questura di Caserta hanno partecipato al blitz, eseguendo perquisizioni nelle province di Caserta e Napoli.

Un mestiere tramandato di generazione in generazione

Per certi versi un'arte, scavare cunicoli senza che collassino ed evaporare da quegli stessi tunnel prima che le forze dell'ordine abbiano compreso cosa sia successo. La cosiddetta "banda del buco" da decenni inanella colpi su colpi a Napoli e provincia, portando spesso i suoi talenti altrove, da Caserta fino a Milano.

Gli investigatori hanno ricostruito un modus operandi collaudato: lo scavo di veri e propri passaggi sotterranei abusivi che, partendo dal sottosuolo di edifici adiacenti agli obiettivi o dalla rete fognaria, consentiva di forare i pavimenti e penetrare all'interno delle strutture da rapinare senza lasciare tracce di effrazione in superficie.

I colpi nel mirino e i legami con la rapina al Vomero

Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli Nord, riguardano due colpi messi a segno nel Casertano e altri tentativi falliti. Gli inquirenti stanno valutando possibili collegamenti con la clamorosa rapina a Napoli del 16 aprile scorso al Crédit Agricole di piazza Medaglie d'Oro, al Vomero, dove un commando scavò un tunnel nelle fogne per raggiungere il caveau e tenere in ostaggio 25 persone. In quell'occasione, come testimoniano le immagini di sorveglianza, i banditi emersero dal sottosuolo armati, bloccando dipendenti e clienti prima di dileguarsi con il bottino.

Sviluppi giudiziari e tecniche d'assalto

Non è la prima volta che i riflettori si accendono su questa specifica modalità criminale. Già in passato, operazioni simili hanno portato all'arresto di presunti membri di "bande del buco", rivelando un'organizzazione capillare che poteva contare persino su talune infiltrazioni, come nel caso di un dipendente comunale che conosceva a fondo la rete fognaria partenopea o di guardie giurate colluse.

Gli assalti, spesso preparati per mesi, prevedevano una rigida divisione dei ruoli: c'erano i "pali" che controllavano i movimenti in superficie con walkie-talkie, talvolta dissimulando la sorveglianza portando a spasso dei cani, e gli specialisti dello scavo che utilizzavano trapani, martelli pneumatici e persino lampade da minatore per farsi strada nel buio del ventre della città.

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