maxi operazione antimafia sui rifiuti, dodici misure cautelari tra Salerno, Napoli e Caserta
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Redazione Interno
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Una complessa inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno e avviata ormai da mesi, ha condotto a un'operazione di vasta portata che ha visto l'esecuzione di dodici misure cautelari nelle province di Salerno, Napoli e Caserta. I Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli, insieme ai Comandi Provinciali dei territori coinvolti, hanno dato esecuzione alle ordinanze emesse dal Gip su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, evidenziando come la gestione illecita dei rifiuti costituisca, in tali contesti, un'affare criminale di rilevante interesse per le organizzazioni.
Il sistema dello smaltimento illegale
Le indagini, partite da precise segnalazioni e da un meticoloso lavoro di intelligence ambientale, hanno ricostruito un articolato meccanismo illecito che aveva come fulcro l'intermediazione fraudolenta. Rifiuti speciali e industriali, scarti tessili e materiale indifferenziato, provenienti da aziende delle province di Napoli e Caserta, anziché seguire il costoso e regolare percorso di smaltimento, venivano dirottati verso siti non autorizzati. Lì, come accertato dagli investigatori, i materiali venivano spesso interrati in terreni agricoli oppure abbandonati in campagne o in aree periferiche, con un danno ambientale di difficile quantificazione e in spregio a qualsiasi norma di sicurezza.
Il profitto e il riciclaggio
Il movente economico, come spesso accade in questi traffici, era palese e si articolava su due livelli. Da un lato, le imprese di provenienza dei rifiuti pagavano somme inferiori a quelle di mercato per un servizio di smaltimento solo apparentemente regolare; dall'altro, gli organizzatori del flusso illecito intascavano il denaro senza sostenere i costi impiantistici e ambientali previsti dalla legge. A corredo di questo sistema, gli inquirenti hanno inoltre riscontrato l'emissione di false fatturazioni, uno strumento finalizzato a coprire le tracce del reato e a riciclare i proventi illeciti, rendendo formale un'attività del tutto al di fuori degli schemi legali. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati beni per un valore superiore al mezzo milione di euro, ritenuti frutto o vantaggio della condotta delittuosa.
Le accuse e il quadro giudiziario
Le misure cautelari, otto arresti domiciliari e quattro obblighi di dimora, sono state applicate per le ipotesi di reato di traffico illecito di rifiuti, gestione illecita degli stessi e associazione per delinquere, quest'ultima contestata in considerazione della struttura stabile e organizzata del gruppo. L'intervento, che si inserisce in un filone d'inchiesta costantemente monitorato dalle autorità, sottolinea la persistenza di un'offesa ambientale che avvelena il territorio e altera le regole del mercato, distorcendo la concorrenza leale a vantaggio della criminalità organizzata. La collaborazione tra la Procura di Salerno, i Carabinieri del Noe e le altre articolazioni dell'Arma è stata fondamentale per disarticolare la rete, dimostrando come il contrasto a questi fenomeni richieda un approccio specialistico e interforze.




