Industria e servizi tornano a correre, il fatturato di settembre supera le attese
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Redazione Economia
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Le stime diffuse dall’Istat per il mese di settembre dipingono un quadro dell’economia italiana decisamente dinamico, segnato da una crescita robusta che interessa trasversalmente sia il comparto industriale sia quello dei servizi. Il fatturato dell’industria, depurato dagli effetti stagionali, ha infatti registrato un incremento congiunturale del 2,1% in valore e del 3% in volume, un’accelerazione che, se osservata su base tendenziale, raggiunge il +3,4%, a dimostrazione di una ripresa non effimera ma strutturale. Questa performance positiva, che supera le previsioni più ottimistiche, si è manifestata in maniera omogenea su entrambi i fronti commerciali: il mercato interno ha visto un aumento dell’1,5% in valore e del 2,7% in volume, mentre le esportazioni hanno mostrato un’impennata ancora più significativa, con un +3,1% in valore e un +3,4% in volume.
Il traino deciso della domanda estera
La vitalità del settore industriale, che si era già intravista nei mesi precedenti, trova dunque una conferma autorevole in questi dati, i quali sottolineano come la domanda proveniente dall’estero costituisca un motore di primaria importanza. Le imprese italiane, nonostante le note difficoltà legate al costo dell’energia e alle tensioni geopolitiche, sono riuscite a cogliere le opportunità offerte dai mercati internazionali, conseguendo risultati lusinghieri che hanno contribuito in maniera determinante al risultato complessivo. Questo slancio, del resto, non si limita alla sola produzione di beni materiali ma si estende con altrettanta forza all’universo dei servizi, il quale ha registrato a sua volta una crescita congiunturale dell’1,8% in valore e dell’1,6% in volume.
Servizi in crescita trainati dal commercio all’ingrosso
Anche in questo ampio segmento dell’economia, le dinamiche appaiono uniformemente positive: il commercio all’ingrosso, ad esempio, ha segnato un incremento del 2,1% sia in valore sia in volume, mentre gli altri servizi – una categoria che racchiude al suo interno attività molto diversificate – hanno fatto registrare un +1,4% in valore e un +1,5% in volume. Si tratta di numeri che, nel loro insieme, compongono un mosaico di solidità e che sembrano indicare una ritrovata fiducia da parte degli operatori economici, i quali, dopo un periodo di incertezza, sembrano aver ripreso a investire e a consumare con maggiore decisione.
Una reazione politica ai dati incoraggianti
La diffusione di queste statistiche, com’è prassi, ha immediatamente generato una prima reazione in ambito politico, dove è stato sottolineato come i “dati sull’industria premiano le politiche del governo”. Questa dichiarazione, perentoria, intende attribuire al corso dell’azione di governo il merito di aver creato le condizioni per una simile espansione, sebbene i fattori che concorrono a determinare l’andamento del ciclo economico siano, com’è noto, molteplici e di natura complessa. Al di là delle interpretazioni, che restano appannaggio della dialettica politica, i dati Istat parlano da soli e disegnano per il mese di settembre un panorama economico nazionale sorprendentemente vivace, dove industria e servizi procedono finalmente di pari passo, trainati sia dalla domanda interna sia da quella estera.




