Corso Europa tra le vie più inquinate d’Italia, Legambiente chiede interventi urgenti
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Redazione Interno
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Corso Europa, una delle arterie principali di Genova, si conferma tra le strade più inquinate d’Italia, secondo i dati del report Mal’Aria 2025 di Legambiente. La centralina posizionata lungo il corso ha registrato un superamento del limite di legge per il biossido di azoto (NO2), con una media annua di 48 microgrammi per metro cubo (µg/mc), piazzandosi al terzo posto nella classifica nazionale. Solo due centraline, una a Palermo e l’altra a Napoli, hanno fatto registrare valori peggiori. Stefano Bigliazzi, presidente di Legambiente Liguria, non ha usato giri di parole: “I dati sono sostanzialmente uguali a quelli dell’anno scorso, questo significa che non è stato fatto niente per migliorare”.
Il problema dell’inquinamento atmosferico non riguarda solo Genova. Il report, che analizza i livelli di polveri sottili (Pm10) e biossido di azoto (NO2) nei capoluoghi di provincia, dipinge un quadro allarmante per molte città italiane. Milano, ad esempio, si è aggiudicata il secondo posto nella classifica delle città più inquinate, con 68 giorni di superamento dei limiti di Pm10 nel 2024, registrati dalla centralina di viale Marche. Un dato che, seppur lievemente inferiore a quello di Frosinone (70 giorni), conferma una tendenza negativa che sembra non arrestarsi.
La situazione è particolarmente critica in Lombardia, regione che continua a essere bocciata per la qualità dell’aria. Nonostante gli sforzi dichiarati dalle amministrazioni locali, i numeri parlano chiaro: l’inquinamento rimane un’emergenza cronica, con conseguenze dirette sulla salute dei cittadini e sull’ambiente. Legambiente, attraverso la campagna itinerante Città2030, ha lanciato un appello per un potenziamento del trasporto pubblico, individuato come una delle soluzioni chiave per ridurre le emissioni. “Servono scelte coraggiose”, ha sottolineato l’associazione, evidenziando come la mobilità sostenibile sia ancora lontana dall’essere una priorità concreta.
Il report ha inoltre evidenziato un peggioramento generale rispetto al 2023. Se l’anno scorso erano 18 le città coinvolte nel superamento dei limiti di Pm10, nel 2024 il numero è salito a 25, con 50 centraline che hanno registrato sforamenti. Tra le maglie nere, oltre a Frosinone e Milano, spiccano Verona (66 giorni) e Vicenza (64 giorni), mentre Lucca si è aggiudicata il primato per l’inquinamento da Pm10.
I dati di Mal’Aria 2025 non lasciano spazio a interpretazioni: l’inquinamento atmosferico è una piaga che continua a crescere, nonostante gli allarmi lanciati negli anni passati. Le polveri sottili, responsabili di gravi danni alla salute, rimangono un problema irrisolto, mentre il biossido di azoto, prodotto principalmente dal traffico veicolare, continua a superare i limiti di legge in diverse aree del Paese.




