L'Ue sblocca 6,1 miliardi per Kiev, via libera ai missili Patriot
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Redazione Esteri
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La Commissione europea ha approvato un ulteriore pacchetto di finanziamenti da 6,1 miliardi di euro destinato a sostenere la difesa aerea e antimissilistica dell'Ucraina. L'annuncio, diffuso venerdì 11 settembre 2026, è arrivato al termine della prima riunione del consiglio di amministrazione dell'Alleanza Ue-Ucraina sui droni, un organismo che riunisce diciotto membri fondatori, nove dei quali in rappresentanza dell'Unione e nove di Kiev, tra produttori, innovatori e imprese emergenti del settore.
Deroghe per acquistare missili americani
Il via libera formale consente all'Ucraina di aggirare alcune delle restrizioni previste dal prestito di sostegno da 90 miliardi di euro, lo strumento finanziario varato nell'aprile scorso per coprire circa due terzi del fabbisogno di difesa e di bilancio di Kiev nel biennio 2026-2027.
Il pacchetto approvato prevede cinque deroghe alle condizioni standard di ammissibilità: tre riguardano droni e componenti di fabbricazione ucraina che superano determinate soglie di costo, mentre due sono relative ad apparecchiature prodotte negli Stati Uniti, in particolare i missili intercettori PAC-3 per i sistemi Patriot.
L'obbligo, previsto dal prestito, di privilegiare forniture provenienti dall'industria europea o ucraina viene dunque sospeso per permettere l'acquisizione degli intercettori statunitensi, prodotti dal colosso Lockheed Martin e considerati tra i pochi armamenti in grado di abbattere i missili balistici russi. La decisione era stata anticipata dall'accordo raggiunto lunedì dagli Stati membri dell'Unione, che hanno dato il proprio assenso alle procedure di deroga.
Kubilius: «Le consegne accelerate sono cruciali»
«Oggi la Commissione europea ha approvato ufficialmente uno stanziamento di 6,1 miliardi destinati alla difesa aerea dell'Ucraina», ha dichiarato Andrius Kubilius, commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, nel corso della conferenza stampa tenutasi a Bruxelles.
Il commissario ha spiegato che la decisione «consente ufficialmente di acquistare missili PAC-3 per i sistemi Patriot finanziati nell'ambito del prestito Ue», sottolineando come il vantaggio militare ucraino dipenda dalla rapida disponibilità di prodotti critici nelle quantità necessarie e in tempi molto brevi.
Secondo quanto riferito dall'esecutivo comunitario, i fondi sosterranno l'acquisto di prodotti per la difesa da imprese sia dell'Unione europea sia ucraine, coprendo i settori della difesa aerea e missilistica, delle munizioni, dei velivoli senza pilota e della guerra elettronica.
La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha commentato la decisione affermando che «con questa approvazione, l'Ucraina può ora acquistare anche i sistemi Patriot di cui ha bisogno per proteggere meglio il proprio spazio aereo dagli attacchi indiscriminati della Russia», aggiungendo che Bruxelles continuerà a sostenere Kiev insieme agli Stati membri e alla NATO.
Scorte limitate e tempi di produzione lunghi
La disponibilità degli intercettori PAC-3 resta tuttavia limitata a livello globale. Secondo le stime della Commissione europea, l'Ucraina necessiterebbe di circa 2.000 intercettori all'anno per difendersi dagli attacchi balistici russi, mentre la produzione mondiale aumenta solo gradualmente. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha stimato che il suo esercito avrà bisogno di circa 300 intercettori Patriot per affrontare l'inverno in condizioni di maggiore sicurezza.
Un singolo intercettore PAC-3 richiede ventiquattro mesi per essere costruito e ha un costo di circa quattro milioni di dollari. Per accelerare le consegne, Bruxelles sta cercando di convincere gli Stati membri che dispongono ancora di intercettori Patriot nei propri arsenali nazionali a trasferirne una parte all'Ucraina, per poi ricostituire le riserve con le consegne programmate per il 2027.
Il meccanismo PURL, coordinato dalla NATO, rappresenta un ulteriore canale attraverso il quale i paesi europei e il Canada acquistano dagli Stati Uniti armamenti e munizioni destinati a Kiev.
Droni e guerra elettronica
Tre delle cinque deroghe approvate riguardano specificamente i droni di fabbricazione ucraina e i componenti necessari alla loro produzione. L'Alleanza Ue-Ucraina sui droni, insediatasi proprio nella giornata di venerdì, intende promuovere joint venture e produzione congiunta tra aziende dei due blocchi, realizzando progetti di difesa basati sui velivoli senza pilota.
Kubilius ha spiegato che l'obiettivo è colmare il divario produttivo con la Russia, che attualmente produce circa dieci milioni di droni FPV all'anno, mentre l'Unione europea si attesta su un milione e mezzo di pezzi.
Con l'approvazione del pacchetto da 6,1 miliardi, tutti i 28,3 miliardi di euro stanziati quest'anno nell'ambito del prestito Ue per la difesa dell'Ucraina risultano ora assegnati, con indicazione precisa degli acquisti di attrezzature, dei fornitori selezionati, delle quantità necessarie e delle tempistiche di attuazione. Nel corso del 2026 Bruxelles ha già erogato 8,35 miliardi di euro di finanziamenti per la difesa, mentre una richiesta di pagamento di ulteriori 4,7 miliardi è attualmente in fase di esame.
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