La Germania invia missili Patriot all'Ucraina, l'Ue sblocca 3,2 miliardi per le difese aeree
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Redazione Esteri
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Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha annunciato un nuovo invio di missili intercettori per i sistemi di difesa aerea Patriot, prelevati direttamente dalle scorte della Bundeswehr, per far fronte alle esigenze più urgenti di Kiev. La decisione, comunicata al termine di una riunione del gruppo di contatto per la difesa dell'Ucraina che riunisce una cinquantina di Paesi, arriva mentre la Russia ha ripreso i bombardamenti sulla capitale ucraina dopo una breve tregua di tre giorni.
Pistorius ha precisato che la fornitura riguarderà i missili PAC-2, senza tuttavia specificare il numero esatto dei velivoli né i tempi di consegna, e ha lanciato un appello agli altri membri del gruppo affinché seguano l'esempio di Berlino.
Il quadro delle forniture tedesche e l'accordo dell'Unione Europea
L'impegno di Berlino non si limita ai soli missili Patriot: il ministro ha infatti confermato l'incremento delle forniture di missili aria-aria AIM-9 e il mantenimento delle consegne di sistemi IRIS-T, per i quali l'Ucraina potrà ordinare diverse migliaia di missili aggiuntivi finanziati dal prestito europeo per la difesa. Parallelamente, sul fronte politico europeo, è arrivato il via libera dagli Stati membri dell'Unione Europea a una deroga che consentirà all'Ucraina di utilizzare i fondi del prestito per l'acquisto di componenti essenziali per i sistemi Patriot.
La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, in una dichiarazione congiunta con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha accolto con favore l'intesa, precisando che la prossima erogazione del prestito, pari a 3,2 miliardi di euro, permetterà al paese di proteggere meglio i propri cieli dagli attacchi russi.
L'appello di Rutte agli alleati e le esigenze prioritarie di Kiev
Lo stesso Mark Rutte, nel corso del vertice del gruppo di contatto, ha esortato tutte le nazioni a intensificare il proprio sostegno bilaterale a Kiev, ricordando l'impegno preso dagli alleati al vertice di Ankara, dove erano stati promessi 70 miliardi di euro. "Non abbiamo scelta", ha dichiarato Rutte, sottolineando che i ritardi nelle consegne degli aiuti militari hanno un costo umano altissimo, alla luce dell'elevato numero di vittime civili degli attacchi russi.
Il segretario Nato ha inoltre ribadito che le necessità prioritarie per l'Ucraina riguardano la difesa aerea, i droni ucraini e le munizioni a gittata estesa. La decisione della Germania e lo sblocco dei fondi Ue rappresentano quindi una risposta concreta alle richieste più volte avanzate da Kiev, che da tempo chiede ai partner occidentali di accelerare le consegne di munizioni per i Patriot, fondamentali per contrastare i missili balistici russi, in particolare in previsione dell'inverno.
Il contesto diplomatico e la telefonata Putin-Trump
In un contesto internazionale segnato da intense trattative diplomatiche, la Casa Bianca ha confermato che il presidente Donald Trump ha avuto una conversazione telefonica di un'ora con il presidente russo Vladimir Putin. Secondo quanto riportato dal consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, il colloquio, definito "costruttivo e molto franco", si è concentrato sulle modalità per risolvere il conflitto ucraino, con Trump che ha ribadito la volontà di giungere a una rapida conclusione della guerra.
La telefonata segue la recente visita a Mosca e Kiev degli inviati speciali statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, il cui operato è stato valutato positivamente da entrambe le parti. Ushakov ha aggiunto che la fine del conflitto aprirebbe prospettive significative per il pieno ripristino delle relazioni tra Stati Uniti e Russia, precisando che Mosca non avrebbe piani aggressivi nei confronti dell'Europa, definendo "miti" le speculazioni sulla minaccia russa utilizzate come pretesto per aumentare il sostegno a Kiev.
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