Bruxelles frena sulle auto elettriche: per le flotte aziendali obbligo slitta al 2030
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Redazione Economia
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La Commissione europea, secondo quanto anticipato, sta valutando di imporre una quota obbligatoria di veicoli a zero emissioni per le flotte aziendali e di noleggio, un progetto che però subirebbe un significativo rinvio rispetto alle tempistiche inizialmente previste. L'esecutivo comunitario, che presenterà la proposta in parallelo al dossier sulla revisione della road map per la fine dei motori endotermici, ha infatti fissato il nuovo termine al 2030, un cambio di rotta che alcuni interpretano come una nuova frenata. Questa possibile rettifica di percorso giunge dopo le iniziative assunte da alcuni stati membri, in primis la Germania guidata dal cancelliere Merz, i quali hanno espresso forti perplessità riguardo alla transizione troppo rapida verso l'elettrico.
Il nuovo piano Ue: biocarburanti e regole flessibili
Nel quadro di un approccio più pragmatico, il piano di Bruxelles per il rilancio del settore automobilistico prevede una serie di misure di flessibilità. Via libera, si apprende, alla tecnologia “range extender” e all’utilizzo di carburanti cosiddetti puliti, i quali potrebbero garantire una sopravvivenza al motore termico anche oltre il 2035. Il pacchetto di proposte, che include incentivi specifici per i costruttori che producono principalmente in Europa, contempla inoltre la creazione di una nuova categoria normativa. Quest'ultima, caratterizzata da requisiti meno stringenti in termini di standard da rispettare, è espressamente concepita per favorire la diffusione delle vetture utilitarie elettriche, cercando di contenerne i costi finali per gli acquirenti.
La posizione della Germania e l'appoggio di Stellantis
Il governo tedesco è intervenuto con decisione nel dibattito sul futuro dell’auto in Europa, contestando apertamente la data del 2035 per il divieto di vendita di nuove vetture a benzina e diesel. Il cancelliere Friedrich Merz ha chiesto formalmente a Ursula von der Leyen di rivedere quella scadenza, trovando un inatteso ma significativo sostegno in Stellantis. Il colosso automobilistico, che con il nuovo amministratore delegato Antonio Filosa sembra aver modificato la propria direzione strategica rispetto all'era di Carlos Tavares, ha infatti plaudito all’iniziativa del leader tedesco, dichiarandosi pubblicamente d’accordo con la sua presa di posizione.
L'attesa per la decisione finale e le incertezze industriali
In questo clima di attesa per la decisione definitiva della Commissione Ue sullo stop ai motori a combustione, permangono forti incertezze sul piano industriale. Dopo la mobilitazione promossa dai sindacati, si rimane in attesa di segnali chiari da parte delle istituzioni e dei grandi player del settore. Le indiscrezioni più recenti lasciano intendere che la joint venture di cui fa parte Stellantis si appresterebbe a rinunciare alla realizzazione di una fabbrica di batterie, una decisione influenzata anche dal calo delle immatricolazioni di auto elettriche nel mercato europeo, il quale sta manifestando segnali di contrazione dopo un iniziale slancio.




