Elena Sofia Ricci racconta l'abuso a 12 anni: «Fatico a perdonare»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Elena Sofia Ricci è tornata a parlare dell'abuso sessuale subito quando aveva 12 anni, confessando di non essere ancora riuscita a perdonare chi le fece violenza. L'attrice, ospite di Francesca Fialdini nella puntata di domenica 11 ottobre di Da noi… a ruota libera, su Rai 1, ha affrontato uno dei capitoli più dolorosi della propria vita. Nel corso della conversazione ha raccontato anche un'altra difficoltà, per lei ancora più profonda: riuscire a perdonare se stessa per le ferite accumulate e per ciò che, nel tempo, non è riuscita a esprimere.

La confessione durante il gioco delle parole

Il racconto è nato da un gioco proposto dalla conduttrice, che ha invitato l'ospite a commentare alcune parole legate alla propria esperienza personale. Di fronte al termine «perdono», Ricci ha richiamato una riflessione di Arthur Miller sulla difficoltà di riconciliarsi con se stessi. Ha spiegato di attribuire grande importanza a questo sentimento, pur riconoscendo quanto possa essere complicato metterlo in pratica quando si è stati feriti profondamente. La conversazione ha così toccato un'esperienza della sua infanzia, della quale l'interprete aveva già scelto di parlare pubblicamente in passato.

«Faccio un po' fatica a perdonare chi ha abusato di me quando avevo 12 anni», ha dichiarato, spiegando che la violenza è inaccettabile a qualsiasi età. Nel suo ragionamento ha distinto il tentativo di comprendere chi provoca sofferenza dalla possibilità di arrivare realmente al perdono. Ha osservato che, quando qualcuno ci fa del male, la ferita riguarda sia la persona che lo subisce sia chi ne è responsabile. Riconoscere il dolore e provare empatia può aiutare a superare il risentimento, ma questo percorso non cancella la gravità del gesto. L'attrice ha fatto riferimento anche a una possibile condizione patologica dell'aggressore, senza presentarla come una giustificazione.

Il rapporto con se stessa e le parole mai pronunciate

La parte più personale della testimonianza ha riguardato il modo in cui Ricci giudica il proprio comportamento nelle situazioni difficili affrontate durante la vita. Ha ammesso di rimproverarsi soprattutto di non essere riuscita a comunicare prima ciò che sentiva e provava, cercando una maniera di esprimersi senza risultare ruvida o sgarbata. Non si tratta, nelle sue parole, di attribuirsi la responsabilità dell'abuso subito, ma di confrontarsi con il proprio modo di reagire alle esperienze dolorose. Un lavoro interiore che l'attrice considera ancora in corso, pur ritenendo di aver compiuto progressi nel rapporto con le proprie emozioni.

Nel dialogo con Fialdini è emersa anche la convinzione che accettare le imperfezioni umane sia una parte importante del percorso verso il perdono. Ricci ha ricordato che molte persone attraversano esperienze difficili e portano con sé ferite che influenzano i rapporti con gli altri. Per questo ha insistito sulla necessità di rivolgere a se stessi la stessa comprensione che si cerca di riservare agli altri, senza pretendere di aver sempre trovato le parole giuste o di aver reagito nel modo migliore. Una riflessione che ha accompagnato la sua testimonianza senza trasformare il perdono in un obbligo verso chi ha commesso una violenza.

Il ritorno in televisione con I casi di Teresa Battaglia

L'intervista è arrivata alla vigilia del ritorno dell'attrice nella fiction I casi di Teresa Battaglia, la cui terza stagione, intitolata Figlia della cenere, debutta lunedì 12 ottobre in prima serata. La serie, tratta dai romanzi di Ilaria Tuti, vede la protagonista nei panni di una profiler della polizia di Udine alle prese con indagini criminali e problemi personali. Nel nuovo capitolo, il personaggio deve affrontare una serie di omicidi collegati a segreti del passato, mentre nella sua vita ricompare Sebastiano, l'ex marito violento. A complicare ulteriormente la situazione interviene la progressione della malattia che minaccia la sua memoria.

La nuova produzione Rai Fiction e Publispei è diretta da Kiko Rosati e si sviluppa in otto episodi distribuiti in quattro prime serate. Accanto alla protagonista tornano Gianluca Gobbi, nel ruolo dell'ispettore Giacomo Parisi, e Giuseppe Spata, che interpreta Massimo Marini. Nel cast figurano anche Maurizio Donadoni e Massimo Poggio. Le riprese sono state realizzate principalmente in Friuli Venezia Giulia, tra Udine, Aquileia e Cividale del Friuli, con ulteriori lavorazioni a Roma e nel Lazio.

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