Elena Sofia Ricci: «Fatico a perdonare chi ha abusato di me a 12 anni, ma è ancora più difficile perdonare me stessa»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   «Faccio un po' fatica a perdonare chi ha abusato di me quando avevo 12 anni». Elena Sofia Ricci ha pronunciato queste parole nel salotto di Da noi… a ruota libera, il programma condotto da Francesca Fialdini su Rai1, andato in onda domenica 11 ottobre. L'attrice, ospite della puntata, ha affrontato il tema del perdono durante un gioco di parole ideato dalla conduttrice, offrendo una testimonianza che ha riportato al centro della scena una delle ferite più profonde della sua vita.

La confessione in studio

Alla domanda se fosse riuscita a perdonare chi le aveva fatto del male, la sessantaquattrenne interprete ha risposto con una distinzione netta: «Quasi tutti. Faccio un po' fatica a perdonare chi ha abusato di me quando avevo 12 anni. Continuo a farci fatica, perché la violenza è una cosa inaccettabile, a qualsiasi età». Ricci ha poi aggiunto che, pur riconoscendo una possibile componente patologica dall'altra parte, il percorso resta comunque complesso. Ma il passaggio più doloroso del suo intervento ha riguardato un altro destinatario del perdono: «La cosa più difficile è perdonare se stessi. Ci siamo passati in tanti, magari abbiamo avuto delle situazioni difficili, delle ferite. Quando qualcuno ti fa del male, quella cosa riguarda te, ma anche chi ti ha fatto del male. Se riesci a vedere quella ferita e a empatizzare, allora forse riesci anche a perdonare quella persona».

Il perdono di sé e la ferita del passato

L'attrice ha spiegato che la difficoltà principale non riguarda soltanto chi ha commesso la violenza, ma anche se stessa: «Faccio fatica soprattutto nel perdonare me stessa: per non aver saputo prima dire quello che sentivo, quello che provavo, senza essere ruvida, sgarbata. Ma sono sulla buona strada, credo». Un percorso di elaborazione che Ricci ha raccontato con la franchezza che ha caratterizzato molte delle sue apparizioni televisive degli ultimi anni.

Il suo invito finale, rivolto a chiunque porti dentro ferite analoghe, è stato esplicito: «Consiglio vivamente il perdono, siamo tutti esseri umani, imperfetti. Forse lo dobbiamo a tutti». La vicenda personale dell'attrice era già emersa in altre occasioni. Nel 2019, un anno dopo la morte della madre, aveva parlato per la prima volta dell'abuso subito da bambina da un amico di famiglia. Successivamente, nel 2024, era tornata sull'episodio nel corso di un'intervista televisiva, ricordando di essersi protetta con un foglio da disegno durante quella che ha definito una violenza inaccettabile.

Il ritorno in tv con Teresa Battaglia

La confessione di Ricci arriva a poche ore dal debutto della nuova stagione de I casi di Teresa Battaglia, la serie Rai in cui interpreta la profiler di Udine creata dalla penna di Ilaria Tuti. Il terzo capitolo, intitolato Figlia della cenere, ha esordito lunedì 12 ottobre in prima serata su Rai1, con l'anteprima del primo episodio già disponibile su RaiPlay dal 10 ottobre. La stagione si compone di otto episodi, distribuiti in quattro prime serate, un numero superiore rispetto ai sei dei due cicli precedenti.

La trama, tratta dall'omonimo romanzo, vede Teresa Battaglia alle prese con un serial killer che colpisce persone portatrici di segreti oscuri, mentre deve affrontare il ritorno dell'ex marito Sebastiano, interpretato da Maurizio Donadoni, e convivere con il progredire della malattia che l'ha resa uno dei personaggi più complessi della fiction italiana contemporanea.

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