Roma, l'assessore Patanè smonta la bufala degli autovelox fantasma
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Redazione Interno
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Una catena di messaggi, un elenco puntiglioso di strade e la prospettiva, temuta da chiunque guidi, di una selva di sanzioni amministrative. È questo il contenuto, rivelatosi poi del tutto infondato, che ha iniziato a dilagare nelle chat di messaggistica e sui social network, generando non poca apprensione tra gli automobilisti della capitale. La lista, che citava con apparente precisione tecnica l'attivazione di nuovi dispositivi di rilevamento della velocità, includeva arterie di grande scorrimento e di notevole impatto urbano, come via Tuscolana o il Lungotevere, fino a toccare il tratto di Muro Torto. La rapidità con cui queste informazioni, presentate come certe e urgenti, hanno viaggiato di smartphone in smartphone testimonia, ancora una volta, la potenza distorsiva delle comunicazioni non verificate, le quali – è bene ricordarlo – possono creare allarmi ingiustificati e confusione diffusa.
La smentita ufficiale del Campidoglio
A fare chiarezza, interrompendo il circolo vizioso delle condivisioni incontrollate, è stato necessario l'intervento istituzionale dell'assessore alla Mobilità Eugenio Patanè. Il quale, attraverso una nota diffusa nel pomeriggio, ha tagliato corto definendo senza mezzi termini "una colossale bufala" il messaggio che da diverse ore rimbalzava di chat in chat. La comunicazione dell'amministrazione capitolina è stata netta, mirando a sgombrare il campo da qualsiasi equivoco: nessun autovelox è stato installato né è entrato in funzione nelle ubicazioni indicate dal testo virale. Si trattava, in sostanza, di un falso costruito ad arte, o forse frutto di una disinformazione amplificata a dismisura, che rischiava di minare la credibilità delle fonti ufficiali.
Le uniche strade realmente interessate
Proprio per contrastare l'effetto disorientante della notizia falsa, la nota dell'assessore Patanè non si è limitata alla semplice smentita, ma ha provveduto a indicare quali siano, in questo momento, le uniche strade di Roma effettivamente interessate dalla presenza di autovelox funzionanti. Un atto di trasparenza doveroso, che serve a riportare la discussione pubblica su binari fattuali e a ricordare come l'unico modo per evitare sanzioni sia rispettare i limiti di velocità, a prescindere dalla presenza o meno di un dispositivo di controllo. Del resto, l'obiettivo dichiarato di tali strumenti, come ripetutamente sottolineato dall'amministrazione, rimane quello di moderare il traffico e aumentare la sicurezza stradale, non di elevare gli introiti da multe.
Il fenomeno ricorrente della disinformazione in rete
L'episodio, seppur circoscritto, si inserisce in un fenomeno più ampio e sempre più frequente, quello della diffusione di notizie non veritiere legate alla sfera della mobilità e dei provvedimenti amministrativi locali. Queste bufale, che spesso trovano un terreno fertile nell'immediatezza delle applicazioni di messaggistica, sfruttano la preoccupazione dei cittadini per norme e sanzioni, ottenendo così una viralità che rende complesso arginare il panico ingiustificato. La vicenda degli autovelox fantasma a Roma dimostra, ancora una volta, come sia fondamentale affidarsi esclusivamente ai canali ufficiali delle istituzioni per ricevere informazioni corrette, bypassando il rumore di fondo dei social network, dove il confine tra dato reale e invenzione si fa spesso labile e sfuggente.




