Grab, l'assessore Patanè: "Inaccettabile il blocco del cantiere di via Guido Reni"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   “Quello che sta accadendo da questa mattina sul cantiere del Grab di via Guido Reni, bloccato dalla protesta di circa 30 persone, tra cui esponenti di forze politiche sedicenti di governo, è assolutamente inaccettabile”. Con questa dichiarazione netta, l’assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Eugenio Patanè, è intervenuto sulla nuova, accesa giornata di tensioni che ha visto alcuni residenti del quartiere Flaminio opporsi fisicamente all’avanzamento dei lavori per il raccordo anulare delle biciclette. Un episodio, il suo, che segna una linea precisa rispetto a quelle che definisce come iniziative di ostruzionismo, le quali, sebbene numericamente contenute, riescono a paralizzare un’opera pubblica fortemente voluta e discussa.

La protesta si fa invasione

La mattinata, infatti, è stata caratterizzata da un’azione diretta dei contestatori, i quali, scavalcando le transenne che delimitano l’area, hanno materialmente invaso lo spazio di cantiere con l’intento dichiarato di fermare le operazioni. Una modalità di protesta che, come emerso dai racconti, non è affatto una novità per quella porzione di strada, considerando che nei giorni precedenti alcune autovetture erano state deliberatamente lasciate in sosta tra le recinzioni, in una sorta di picchetto mobile volto a rallentare o impedire l’avvio dei lavori. Una strategia, questa, riproposta oggi in forma ancor più incisiva e determinata, trasformando un semplice dissenso in un vero e proprio blocco fisico, con tutto ciò che ne consegue in termini di sicurezza e regolarità del procedere amministrativo.

Le ragioni di un dissenso radicato

All’origine di una così veemente opposizione, stando a quanto riportano i residenti scesi in strada, vi è la convinzione che il progetto del Grab, in quel specifico tratto, sia “insensato”. Il loro timore principale, espresso senza mezzi termini, ruota attorno alla perdita di numerosi posti auto, un elemento che, a loro dire, non solo aggraverebbe la già critica situazione del parcheggio in zona, ma finirebbe per ostacolare ulteriormente la viabilità generale dell’area. Una preoccupazione che, sebbene l’amministrazione abbia sempre garantito l’esistenza di un confronto, appare oggi più viva che mai, spingendo una parte di cittadini a misure estreme pur di far sentire la propria voce, ritenendo forse che gli spazi di discussione istituzionale siano ormai esauriti.

Il confronto promesso e la realtà dei fatti

Proprio sul tema del dialogo, l’assessore Patanè ha voluto ribadire la propria posizione, ricordando come l’amministrazione abbia “sempre garantito un confronto con i residenti – su un progetto che nasce dai cittadini”. Una dichiarazione, questa, che suona come un tentativo di riportare la disputa su un piano più costruttivo, sottolineando l’origine popolare dell’opera e, al contempo, stigmatizzando metodi di protesta che, oltrepassando il limite della semplice manifestazione di pensiero, sfociano in azioni che egli giudica illegittime. Tuttavia, la frattura tra le parti sembra ormai profonda, con la strada che, in attesa di una soluzione, rimane teatro di uno scontro i cui esiti sono tutto fuorché scontati.

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