Inondazione improvvisa al Grand Canyon: un morto e 15 dispersi, evacuate decine di persone

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un pomeriggio di pioggia, un torrente apparentemente placido che si trasforma in un treno in corsa fatto di tronchi e fango. È questa l'immagine che Daniel Evans, 43 anni, ha raccontato al New York Times, lui che si trovava a leggere un libro nel campeggio di Bright Angel quando ha udito un rombo sinistro e ha visto il livello dell'acqua impennarsi in pochi istanti.

Ha avuto il tempo giusto per smontare la tenda e rifugiarsi in un recinto per muli insieme a una trentina tra escursionisti, ranger e operai, tutti costretti ad assistere all'acqua che saliva mentre intorno a loro si accumulavano detriti e cumuli di sterco animale.

La dinamica dell'evento e il bilancio provvisorio

L’allagamento improvviso, che ha colpito il versante nord del celebre parco nazionale, ha trasformato il Bright Angel Creek – un corso d'acqua che scende dal North Rim fino al fiume Colorado con un dislivello di circa 1.828 metri – in una colata devastante. La furia dell'acqua ha trascinato massi di grandi dimensioni, strutture metalliche e altri detriti, danneggiando gravemente l'infrastruttura del parco e spazzando via alcuni ponti pedonali.

Le autorità del National Park Service hanno comunicato che le inondazioni hanno interessato in particolare la zona di Bright Angel Canyon e Phantom Ranch, dove l'emergenza ha costretto alla fuga decine di persone. Il bilancio, al momento, è di una vittima accertata – un uomo di 46 anni, il cui corpo è stato recuperato nelle vicinanze di Crystal Rapids, lungo il fiume Colorado – e di almeno 15 dispersi, che secondo le prime ricostruzioni sarebbero molto probabilmente escursionisti sorpresi dal maltempo lungo i sentieri impervi della gola.

L'emergenza idrica e le evacuazioni

Oltre al dramma delle vite umane, l’alluvione ha compromesso le risorse essenziali per la sopravvivenza all'interno del parco. L'unica conduttura idrica che rifornisce le strutture del Grand Canyon è andata danneggiata, limitando drasticamente la disponibilità di acqua potabile per i turisti e per il personale rimasto sul posto.

I ranger del parco, insieme ai soccorritori, hanno immediatamente attivato le procedure di evacuazione per decine di campeggiatori che si trovavano nelle aree più esposte, molti dei quali hanno dovuto abbandonare le proprie attrezzature per mettersi in salvo verso i punti più alti. La testimonianza di Daniel Evans, che ha visto il torrente gonfiarsi in pochi secondi, è emblematica della velocità con cui la situazione è precipitata, trasformando quella che doveva essere una giornata di svago in un incubo di fango e paura.

Le operazioni di ricerca e il contesto meteo

Le operazioni di ricerca per i dispersi sono in corso da diverse ore, condotte in un ambiente reso ostile dalla morfologia del canyon e dalle condizioni meteorologiche instabili. I soccorritori stanno scandagliando le aree a valle del Bright Angel Creek, dove la corrente ha depositato un'enorme quantità di detriti, tra cui rami, tronchi e rocce, rendendo difficoltoso l'accesso a piedi e complicando le ricerche anche via elicottero.

Le autorità locali, in coordinamento con il National Park Service, stanno monitorando la situazione idrogeologica per prevenire ulteriori criticità, mentre i familiari dei dispersi sono stati raggiunti dai funzionari del parco per ricevere assistenza e informazioni. L'evento, che ha colpito una delle aree naturali più iconiche degli Stati Uniti, richiama l'attenzione sulla fragilità di questi ecosistemi e sull'imprevedibilità dei fenomeni meteorologici estremi, capaci di trasformare un torrente apparentemente innocuo in una minaccia letale in pochi minuti.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.