Bis di Robinson nel gigante di Mont-Tremblant, Goggia e Della Mea in ascesa
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Redazione Sport
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Alice Robinson, la neozelandese che ha ormai fatto dello slalom gigante il suo regno incontrastato, ha replicato il successo della scorsa settimana imponendosi anche sulle piste di Mont-Tremblant. In una gara condizionata da un tracciato insidioso e da condizioni atmosferiche che hanno messo a dura prova le atlete, la sua prestazione, conclusa con un tempo di 2'16"18, è apparsa sin da subito di altissimo livello, tanto da permetterle di distanziare di quasi un secondo le dirette inseguitrici. La croata Zrinka Ljutic, al suo secondo podio in carriera, ha conquistato il secondo gradino del podio, mentre la canadese Valerie Grenier ha regalato al pubblico di casa un terzo posto carico di significato, segnando un ritorno al successo dopo un lungo periodo di difficoltà seguite a un grave infortunio.
Il percorso delle italiane: sensazioni contrastanti e un rimonta
Lo sguardo degli appassionati italiani si è concentrato, naturalmente, sulle prestazioni di Sofia Goggia e di Martina Della Mea, entrambe capaci di concludere nella top ten. Goggia, in particolare, ha analizzato la sua gara come divisa in due parti distinte: una prima manche in cui, come ha spiegato lei stessa, ha sciato “un po’ troppo leggera” senza trovare la giusta aggressività su un tracciato che invece richiedeva decisione e continuità. “Basta una curva con il timing scorretto”, ha sottolineato, “per portarti dietro ogni titubanza”. La seconda discesa, invece, ha offerto un quadro più incoraggiante, con l’atleta bergamasca che ha trovato migliori sensazioni, specialmente nel tratto in piano, traendone elementi di fiducia per il futuro prossimo. Diverso, e per certi versi sorprendente, il percorso di Martina Della Mea, autrice di una rimonta di quindici posizioni che le ha permesso di agguantare un ottimo nono posto, il miglior piazzamento in Coppa del Mondo della sua carriera nelle porte larghe.
Shiffrin rassicura dopo un finale di gara movimentato
L’attenzione era puntata anche su Mikaela Shiffrin, leader della classifica generale, reduce da un infortunio alla rotula che ne aveva condizionato l’inizio di stagione. La statunitense, partita con il pettorale numero uno, ha concluso la prima manche in sesta posizione, per poi scivolare in classifica nella seconda discesa e chiudere al quindicesimo posto. Un risultato che, seppur lontano dai suoi standard abituali, le consente di aggiungere quaranta punti preziosi alla sua raccolta e di risalire nella classifica della Coppa del Mondo di slalom gigante. Elemento di maggior rilievo, tuttavia, è stata la rassicurazione fornita dalla stessa atleta al termine della prova, dopo un momento di apprensione causato da un contatto con una porta nel finale della sua esecuzione. “Sto bene”, ha dichiarato, placando immediatamente ogni timore e concentrandosi sul lavoro da compiere per ritrovare la massima competitività.
Un quadro di insieme in evoluzione tra assenze e ritorni
La gara canadese, del resto, ha offerto un fotogramma di un campionato ancora in fase di assestamento, caratterizzato da diverse assenze di peso come quelle di Federica Brignone, Marta Bassino, Lara Gut-Behrami e Petra Vlhova. In questo scenario, Alice Robinson ha saputo costruire la sua egemonia, dimostrando una forma smagliante e una capacità di adattamento che la pongono al centro della scena. Allo stesso tempo, hanno trovato spazio storie di riscatto, come quella di Valerie Grenier, e conferme di crescita, come nel caso di Zrinka Ljutic. Per il circo bianco femminile, Mont-Tremblant ha rappresentato una tappa significativa, che ha ridisegnato parzialmente le gerarchie e ha fornito nuovi spunti di riflessione in vista degli appuntamenti più impegnativi della stagione.




