La Cgil scende in piazza per il referendum: "Un voto per cambiare il lavoro"
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Redazione Interno
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Sono le sei del mattino quando i delegati della Cgil Caltanissetta si posizionano davanti ai tornelli della bioraffineria Eni a Gela, mani tese a distribuire volantini, sguardi carichi di determinazione. "Il referendum è anche tuo", ripetono ai lavoratori che entrano, mentre il sole sorge sulle ciminiere. Quello di Gela è solo uno dei tanti presidi organizzati in tutta Italia per sostenere i cinque quesiti referendari in programma l’8 e il 9 giugno, quattro dei quali riguardano direttamente il mondo del lavoro.
A San Benedetto del Tronto, intanto, il comitato referendario ha già fissato il primo appuntamento in piazza Matteotti per sabato 12 aprile, puntando a coinvolgere cittadini e lavoratori in quella che definiscono "una battaglia per un futuro più giusto". Stesso obiettivo nell’Alto Milanese, dove la Cgil Ticino Olona ha organizzato un gazebo a Legnano, in via Lanino, per spiegare i dettagli delle consultazioni. "Non si tratta solo di votare, ma di decidere che tipo di società vogliamo", dicono gli attivisti, mentre distribuiscono materiale informativo a chi passa.
La campagna "Futura – Il voto è la nostra rivolta", lanciata dalla Cgil a Milano, punta a raggiungere il quorum necessario per far valere quelle richieste che, secondo il sindacato, "potrebbero ridisegnare le tutele sul lavoro e accelerare i percorsi di cittadinanza". Tra i temi caldi, la sicurezza nei luoghi di lavoro, dopo gli ultimi casi di cronaca che hanno riacceso il dibattito, e le condizioni dei contratti precari.




