Ascoli, striscione antifascista scatena polemiche: il sindaco condanna ma difende la polizia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La celebrazione del 25 aprile ad Ascoli Piceno si è trasformata in un caso politico dopo i controlli effettuati dalle forze dell’ordine alla panetteria L’Assalto ai Forni, che aveva esposto uno striscione con la scritta «25 Aprile: buono come il pane, bello come l’antifascismo». Gli agenti, intervenuti due volte nel corso della giornata, hanno verificato la legittimità del messaggio senza ordinare la rimozione, ma l’episodio ha scatenato reazioni contrastanti.

Il sindaco Marco Fioravanti (FdI), pur condannando gli striscioni offensivi apparsi nei giorni successivi contro la titolare Lorenza Roiati – tra cui uno che recitava «Da quel forno un tale fetore che diventa simpatico anche il questore» – ha difeso l’operato della polizia. «Le vittime sono gli agenti, aggrediti sui social per aver fatto il loro lavoro», ha dichiarato, sottolineando che i controlli erano stati attivati dopo una segnalazione e che, una volta accertata l’assenza di contenuti illeciti, non era stato preso alcun provvedimento.

La segretaria del Pd Elly Schlein ha definito «inaccettabili» gli insulti rivolti alla fornaia, parlando di «intimidazioni fasciste», mentre il deputato di +Europa Riccardo Magi ha attribuito la tensione al «clima voluto dal governo Meloni». Intanto, la vicenda ha assunto una dimensione nazionale, con l’annuncio della presenza di Ilaria Cucchi ad Ascoli nei prossimi giorni.

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