Il ritorno a casa di Julian Assange, un appello del primo ministro australiano
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Redazione Esteri
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Julian Assange, il controverso fondatore di Wikileaks, potrebbe presto tornare a casa. Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha espresso il suo desiderio di vedere Assange tornare in Australia, sottolineando che "è ora che Julian Assange venga riportato a casa".
Intervento del primo ministro
Albanese ha dichiarato di aver sollevato la questione della possibile estradizione di Assange ai "più alti livelli" negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Ha anche rivelato di aver discusso regolarmente con il team legale di Assange, cercando una strategia per risolvere la situazione.
Assenza di Assange in tribunale
Assange non era presente in aula a Londra, dove l'Alta Corte britannica stava esaminando il ricorso presentato contro la sua estradizione negli Stati Uniti. Secondo l'account 'X' di Wikileaks, Assange non è stato in grado di partecipare a causa di gravi problemi di salute.
L'udienza finale e le possibili conseguenze
L'udienza finale sul destino di Assange si è svolta presso l'Alta Corte di Londra. Assange, che ha rivelato segreti e torture commesse dagli USA in Iraq e in Afghanistan, ha dovuto affrontare una seconda e ultima udienza contro il Governo degli Stati Uniti d'America dopo una caccia all'uomo durata 15 anni. La moglie di Assange, Stella Morris, ha affermato che l'esito della sentenza potrebbe essere una questione di vita o di morte, paragonando la situazione di Assange a quella di Alexeij Navalny in Russia.




