Giorgetti frena sulle candidature italiane alla Bce e chiede chiarezza sul dopo Lagarde

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti è intervenuto sulla partita per la successione alla guida della Banca centrale europea, prendendo le distanze da ogni speculazione su una possibile candidatura italiana. "Al momento non c'è un candidato italiano per la presidenza della Bce", ha dichiarato durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, aggiungendo che "l'Italia ha già ottenuto un grande successo" sul fronte delle nomine europee.

La richiesta di Schnabel e l'avvio della procedura

La settimana scorsa Isabel Schnabel, economista tedesca membro del Comitato esecutivo dell'Eurotower, ha annunciato le proprie dimissioni con quasi un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato. Schnabel lascerà Francoforte il 3 gennaio 2027 per assumere l'incarico di Financial Counsellor e direttrice del Dipartimento dei Mercati Monetari e dei Capitali presso il Fondo monetario internazionale.

La presidente Christine Lagarde ha trasmesso al presidente del Consiglio europeo António Costa una lettera con cui chiede di avviare la procedura formale per la nomina di un nuovo membro del Comitato esecutivo. Un portavoce di Costa ha confermato la ricezione della richiesta, precisando che l'intenzione è quella di dare il via al processo senza indugio.

La posizione di Giorgetti sull'uscita anticipata di Lagarde

Sul fronte della possibile uscita anticipata della numero uno della Bce, Giorgetti ha mantenuto un profilo prudente ma ha sollecitato un chiarimento. "Non entro nella testa della governatrice Lagarde, credo che sia opportuno, data anche la situazione generale, fare chiarezza al più presto su questa vicenda", ha affermato il titolare del Mef, rispondendo a una domanda sull'argomento.

Nelle scorse settimane Lagarde aveva dichiarato al quotidiano francese La Croix di non escludere un addio anticipato, precisando però che si tratterebbe al massimo di "qualche mese" prima della scadenza naturale del mandato, fissata per ottobre 2027. La banchiera francese ha inoltre escluso una candidatura alle elezioni presidenziali in Francia, definendola "non una buona idea".

Il quadro delle nomine europee e le tempistiche

La partita per il dopo Lagarde si intreccia con un più ampio rimpasto delle cariche europee. Oltre alla presidenza dell'Eurotower, entro il 2027 andranno rinnovati anche il posto di capo economista della Bce, attualmente ricoperto dall'irlandese Philip Lane, e altri incarichi di vertice nelle istituzioni dell'Unione.

Secondo un'analisi di Deutsche Bank, se Lagarde annunciasse le dimissioni alla riunione del Consiglio direttivo del 29 ottobre, la procedura formale potrebbe avviarsi già con il vertice dell'Eurogruppo del 9 novembre, per poi concludersi con la nomina definitiva da parte dei leader europei. Il vero snodo politico potrebbe materializzarsi in anticipo rispetto alla tabella di marcia, in occasione del Consiglio europeo straordinario del 26 e 27 novembre, focalizzato sul bilancio pluriennale dell'Unione ma ritenuto l'occasione ideale per siglare un'intesa complessiva sulle nomine.

Le regole per la nomina e i candidati in campo

La procedura di nomina dei membri del Comitato esecutivo della Bce è disciplinata dall'articolo 283 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Spetta al Consiglio europeo in composizione euro, deliberando a maggioranza qualificata rinforzata, nominare i sei membri dell'organo esecutivo, su raccomandazione del Consiglio e previa consultazione del Parlamento europeo e del Consiglio direttivo della Bce. I candidati devono essere cittadini di uno Stato membro dell'area euro e possedere riconosciuta levatura ed esperienza professionale in materia monetaria o bancaria.

Il mandato ha durata di otto anni e non è rinnovabile.

Sul tavolo delle candidature circolano già alcuni nomi. La Spagna, che aveva perso la vicepresidenza con il ritiro di Luis de Guindos, spinge per un posto nel board e ha indicato Pablo Hernández de Cos, attuale direttore generale della Banca dei regolamenti internazionali. Il principale competitor per il ruolo di vertice sarebbe l'ex governatore della banca centrale olandese Klaas Knot. Germania e Francia, dal canto loro, intendono mantenere una presenza nel Comitato esecutivo.

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