Giorgetti frena i partiti dopo il rating di Fitch: «Nessun tesoretto per la manovra»
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Redazione Esteri
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Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha immediatamente spento gli entusiasmi e le attese dei partiti di maggioranza, pronte a esplodere dopo la promozione dell'agenzia di rating Fitch. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l'upgrade non si traduce in un "tesoretto" immediatamente spendibile per la prossima manovra finanziaria. Giorgetti ha infatti posto un argine molto chiaro, sottolineando la necessità di mantenere il deficit-pil al di sotto della soglia del 3%, in un "sentiero di sicurezza dei conti pubblici" che non ammette deviazioni pericolose. Il miglioramento della reputazione finanziaria dell'Italia, sebbene positivo, viene dunque interpretato dal ministro non come un lasciapassare per un'espansione della spesa, bensì come un'opportunità per consolidare la credibilità acquisita, il cui beneficio immediato – un ulteriore calo dello spread – potrà essere sfruttato per interventi mirati e sostenibili.
Sul tavolo del governo, come noto, permangono numerosi dossier caldi, dalla riduzione del cuneo fiscale per il ceto medio alla complessa questione del quoziente familiare, fino alla possibilità di una nuova tornata di rottamazione delle cartelle esattoriali. Tutti interventi dal costo politico ed economico non indifferente, che dovranno essere calibrati con estrema attenzione per non vanificare i recenti progressi. La linea di Giorgetti appare quindi di massima prudenza, orientata a sfruttare il vento favorevole dei mercati non per promesse elettoralistiche, ma per rafforzare la struttura finanziaria del paese, in un contesto europeo che rimane osservatore attento e severo.
A Milano, intanto, il sindaco Beppe Sala si trova ad affrontare una crisi politica interna che mette a serio rischio uno dei suoi progetti simbolo: la vendita di San Siro. Giovedì prossimo il consiglio comunale è chiamato a votare la delibera, ma i numeri per l'approvazione – stando alle ricostruzioni – sembrano mancare drammaticamente. All'interno della maggioranza che sostiene il primo cittadino si contano almeno sette consiglieri contrari all'operazione, uno scenario che, senza un improbabile appoggio trasversale dell'opposizione, condannerebbe il provvedimento al rigetto. La stessa giunta appare divisa, come emerso dal parere negativo espresso giorni fa dall'assessora al Verde Elena Grandi, esponente di Europa Verde




